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Europa

Europa sempre più calda,
più morti entro il 2060

Il cambiamento climatico farà aumentare i decessi in Europa nei prossimi 50 anni. È quanto stimano gli esperti del progetto Climate-TRAP dell’Umea University (Svezia) che hanno presentato dati poco incoraggianti nel corso del Congresso della Società europea di Medicina del respiro ad Amsterdam (Olanda). Secondo i ricercatori, Belgio, Francia, Spagna e Portogallo dovranno aspettarsi un incremento dei morti dovuti all’aumento dell’ozono nell’atmosfera stimato tra il 10 e il 14% entro il 2060. 

Lo studio ha simulato i cambiamenti futuri dell'atmosfera confrontando la salute attuale del Vecchio Continente con quella dei periodi passati (1960 e 1990). I dati dicono che Belgio, Irlanda, Olanda e Regno Unito hanno avuto finora il maggior numero di morti collegate all’ozono, mentre i Paesi baltici dovrebbero avere un miglioramento nei prossimi anni.

"L'ozono è un inquinante altamente ossidante, collegato con ricoveri e decessi a causa di problemi all’apparato respiratorio - spiega Hans Orru, esperto di inquinamento atmosferico -. La formazione di ozono al suolo è dovuta all’aumento delle temperature del cambiamento climatico. I risultati del nostro studio - continua - hanno rivelato gli effetti potenziali che il cambiamento climatico può avere sui livelli di ozono e sull’impatto che avrà sulla salute degli europei”.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che il riscaldamento del Pianeta abbia provocato da solo dal 1970 al 2004 oltre 140.000 vittime all’anno. I danni ecologici ad aria, acqua e all’agricoltura, si vanno a sommare, infatti, all’incremento di casi di malaria e di malattie intestinali croniche che sono legati a doppio nodo con il clima più caldo.

di Cosimo Colasanto (03/10/2011)

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