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La crisi spiegata ai figli: «Mai con le bugie»

Economia malata? Niente paura. Grande depressione, mercati in fibrillazione, panico nelle borse, crisi. Quando i termini del dizionario medico si affacciano nel mondo della finanza, tra indici asfittici e dividendi anemici, forse è meglio fare il punto della situazione.
Spiegare la crisi ai bambini. Mamma e papà cercano di far quadrare i conti che non tornano: è allora che può essere difficile spiegare ai bambini perché è meglio rimandare quella gita al luna-park o aspettare un po` di più il sospirato giocattolo. Parlare e discutere con i propri figli di economia domestica è salutare. Basta farlo, suggeriscono gli esperti, in modo appropriato.
Cosa fare se il bambino fa domande precise? Meglio non eluderle, lasciando il campo al dubbio e all`incertezza. Esclusi i bambini in età prescolare, i ragazzi vogliono capire e, soprattutto, essere rassicurati. Mai usare frasi lapidarie del tipo: “Non ci sono più soldi”. Meglio spiegare come e perché. Primo: i bambini assorbono i messaggi in maniera letterale. Secondo: parlarne con loro è anche un modo per diminuire il livello di ansia. Basterebbe spiegare loro che è normale che l`economia attraversi fasi di cambiamento e che comunque la famiglia c`è per questo, per prendersi cura di tutti. Anche ascoltare un notiziario o leggere un giornale insieme può avere questo effetto. In questo contesto anche l`aiuto dei nonni può essere provvidenziale: farsi raccontare come andavano le cose un tempo può risultare molto positivo.
In ogni caso, l`onestà paga sempre. Affrontare l`argomento con chiarezza è l`unica arma. Di sicuro, migliore del mentire e dissimulare. La "sindrome da castelli di sabbia" è sempre in agguato, spiegano gli psicologi. Un`altra strategia è dare il buon esempio: è difficile dire al bambino che deve rinunciare a qualcosa se gli adulti non tagliano il loro superfluo. Potrebbe essere, ad esempio, il momento giusto per smettere di fumare. Ne guadagnerebbe la salute di tutta la famiglia e quella del portafogli.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 28/10/2008