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Bimbi

Internet in sicurezza per i bimbi:
il decalogo dei pediatri

Non è il Diavolo né l’acqua santa. Non idolatrarlo “(Internet non è il nuovo Messia”) né demonizzarlo (“Internet non è un mostro”). Sono i primi due “comandamenti” dello speciale decalogo dedicato dagli esperti della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) al mondo del Web: consigli agli adulti perché i ragazzi navighino in sicurezza, sfruttando al meglio le potenzialità del mezzo.

"Internet è sempre più un problema pediatrico - ha commentato in un video messaggio il presidente Sip, Alberto Ugazio dal convegno a Roma - visto che in Europa che ci sono bambini che iniziano a navigare in rete a 7 anni. Ma i pediatri non possono affrontare da soli tutte le sfide che riguardano i bambini, devono dare il loro contributo anche gli altri attori del mondo dell’infanzia".

I social network sono entrati prepotentemente nella vita di vostro figlio? Non c’è momento della sua vita privata che non finisca “spiattellato” ai quattro venti sul profilo di Facebook? I pediatri sono risoluti: i genitori non devono perdere il controllo di quello che il ragazzo fa online. “No all'uso di Facebook come diario - sottolineano gli esperti -. Usarlo con parsimonia nei testi e nelle immagini: troppi dati e troppe confessioni personali fanno male oggi e faranno ancor peggio domani”.


Si comincia dal posto riservato al computer in casa. Meglio collocarlo “in una area comune della casa - suggeriscono i pediatri italiani -: sul web i ragazzi non hanno diritto alla privacy e i genitori non devono avere paura di controllarli”. Non lasciare i ragazzi a briglia sciolte, continuano gli esperti Fimp, significa anche aiutarli a utilizzare al meglio il potenziale del mezzo. Quindi, “sì all'uso accompagnato del web”, perché “Internet è la più colossale enciclopedia a disposizione”. Sì, anche, “alla condivisione delle regole sull'uso: i ragazzi devono sapere che i genitori hanno diritto e dovere di sorvegliarli”. Il suggerimento, in ogni caso, è: “Aiutate i figli a scoprirne i pregi e ad eliminarne i difetti”.


Il troppo storpia, ricordava un vecchio adagio di buon senso. Anche la navigazione prolungata su Internet ha i suoi effetti sul rendimento scolastico o sulla maturazione intellettiva (ed emotiva) del ragazzo. Lo sanno bene i pediatri, che all’argomento dedicano altre regole essenziali: “No all'eccesso di uso. A qualsiasi età, troppe ore davanti ad uno schermo sono deleterie”. “No al surfing infinito. Provoca profonde disattenzioni e modifiche neuronali e - ricordano i pediatri italiani - già gli esperti Usa si chiedono: il Web ci rende stupidi?”.

 

Meglio un uso condiviso, genitori e figli insieme, che può stimolare la conversazione: “Sì, al dialogo genitori-figli sull'uso dei media digitali - indicano gli specialisti -: occorre diventare assistenti affinché Internet-telefonini-sms-mms diventino un autentico contributo a volare”.

Infine, insegnare ai ragazzi che la buona educazione non si ferma al mondo reale: “Ciò che non si può fare all'esterno è sconsigliato anche su Internet”, concludono i pediatri.

 

(aggiornato 21-11-2011)

di Cosimo Colasanto (10/10/2011)

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