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Corsa

L'attrezzo salva-cuore
che aiuta i cardiopatici

Una riabilitazione sicura per i pazienti con scompenso cardiaco cronico, grazie un innovativo attrezzo ginnico che localizza l’allenamento. È il risultato di un studio condotto da Fabio Esposito, professore di Fisiologia della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con i colleghi della University of California, San Diego (UCSD) e della University of Utah (Stati Uniti).  


Tradizionalmente, per migliorare la capacità aerobica e la funzionalità motoria, anche in questo tipo di patologia l’allenamento adottato è quello svolto su cyclette (cicloergometro). Questa modalità di esercizio tuttavia, coinvolgendo una grossa massa muscolare, è pesantemente limitato dal deficit cardiaco e impedisce ai muscoli delle gambe di ricevere un adeguato stimolo allenante

La ricerca, pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (Jacc), è stata condotta analizzando nei pazienti la struttura muscolare, il trasporto di ossigeno e il metabolismo, prima e dopo un particolare programma di allenamento con piccoli esercizi localizzati sui muscoli estensori della gamba grazie ad un attrezzo specifico appositamente costruito, l’ergometro. Gli esercizi con l’ergometro coinvolgono solo una piccola massa muscolare, gravando minimamente sul cuore, ma permettono ai muscoli coinvolti di allenarsi raggiungendo la massima capacità aerobica.



Per verificare l’effetto di questo tipo di allenamento specifico, sono stati coinvolti 6 pazienti maschi con scompenso cardiaco cronico e 6 soggetti sani di età, sesso e livello di attività fisica simili ai pazienti. I ricercatori hanno condotto una serie di test durante esercizi al cicloergometro e durante esercizi di estensione di una singola gamba. Dopo 8 settimane di allenamento i test sono stati ripetuti ed è stato rilevato un significativo aumento nel trasporto e nell’utilizzo di ossigeno nei muscoli delle gambe, grazie a una migliore redistribuzione del sangue e ad una più efficace funzionalità delle fibre muscolari. In particolare, è stato evidenziato che allenando un piccolo gruppo muscolare alla volta - ovviando quindi alla limitazione centrale data dal deficit cardiaco tipico di questa patologia -, la massima capacità aerobica aumenta significativamente, raggiungendo livelli simili ai soggetti sani.


Lo studio dimostra che anche in pazienti con scompenso cardiaco i muscoli delle gambe, se adeguatamente stimolati, sono in grado di migliorare la loro prestazione aerobica: rispondono all’allenamento con un aumento del numero dei capillari e del flusso sanguigno e con un miglioramento del metabolismo aerobico delle fibre muscolari quando sono allenati singolarmente.

di di Cosimo Colasanto (19/10/2011)

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