Logo salute24

Steve Jobs: cancro al pancreas è "killer" rapidissimo. La scheda

Il cancro al pancreas che ha ucciso Steve Jobs è il più rapido dei “big killer”. Solo il 4% dei pazienti sopravvive a cinque anni dalla diagnosi.

Ogni anno in Italia sono circa 6.000 le nuove diagnosi di tumore al pancreas, con un aumento tra uomini e donne ormai paritario. Colpa del fumo, uno dei fattori di rischio, che in precedenza era un vizio prettamente maschile, mentre oggi non è più così. I fumatori hanno, infatti, un rischio triplo rispetto a chi non fuma. Altri fattori di rischio noti sono il diabete non insulino-dipendente, ma anche alcol e caffè sono sospettati di favorirne lo sviluppo (fonte Airc).

Nel caso di Jobs il tumore originario aveva colpito le ghiandole endocrine, tra forme più rare di cancro al pancreas. Nel 2004 il fondatore di Apple aveva subito un intervento chirurgico per rimuovere il cancro al pancreas e nel 2009 un trapianto di fegato nel tentativo di conservare la funzione dell’organo dopo che il cancro si era diffuso oltre il pancreas. Il trapianto lo aveva obbligato anche ad una terapia anti-rigetto di soppressione immunitaria, che ha un notevole impatto sull’organismo.

Un altro caso è quello dell’attore Patrick Swayze, sopravvissuto 20 mesi dopo la diagnosi, mentre uno dei premi Nobel per la Medicina di quest'anno, il canadese Ralph Steinman, è morto di cancro al pancreas il 30 settembre, pochi giorni prima che il premio fosse annunciato. Aveva adoperato le sue scoperte sul sistema immunitario per lottare contro la malattia.

Il pancreas contiene due tipi di ghiandole: ghiandole esocrine che producono enzimi che degradano i grassi e le proteine, e le ghiandole endocrine che producono gli ormoni come l'insulina che regola lo zucchero nel sangue. Circa il 70% dei tumori del pancreas si sviluppano nella testa dell'organo e la maggior parte di questi ha origine nei dotti che trasportano gli enzimi della digestione.

Purtroppo sintomi non sono chiari nella prima fase. Diventano più evidenti solo quando la malattia ha colpito i dotti biliari o gli organi vicini, determinando una diagnosi tardiva. Si manifestano così perdita di peso e di appetito, ittero (colorazione gialla della pelle), dolore addominale o nella schiena, debolezza, nausea o vomito. Il 20% dei pazienti può essere anche colpita da diabete, dovuto all'incapacità delle cellule malate di produrre insulina. L’età media di insorgenza è 65 anni, raramente si presenta sotto i 40 anni.


 

 

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 06/10/2011

potrebbe interessarti anche: