Un elenco del telefono
e gli studiosi danesi
assolvono i cellulari:
il rischio-cancro non aumenta
I risultati, pubblicati sul British Medical Journal, mostrano che tra la generazione di utilizzatori di cellulari e la popolazione generale non si evidenziano differenze statistiche significative di casi di tumori al sistema nervoso centrale e che quindi, commentano i ricercatori, allo stato “non si può dimostrare un nesso tra l’uso dei cellulari e l’incremento dei casi di cancro”. Una risposta indiretta all’Organizzazione mondiale della sanità che recentemente ha alzato il livello di guardia sulla possibile relazione tra cancro e onde emesse dai cellulari, mettendo in allarme oltre 5 miliardi di persone, quanti sono oggi i reali utilizzatori di cellulari nel mondo.
I risultati “sono in linea con quelli in vitro e in vivo, che non mostrano effetti cancerogeni a livello cellulare", afferma Patrizia Frei, che ha guidato lo studio apparso online su Bmj. Studio che ha avuto il merito di non basarsi sulle risposte individuali dei pazienti, che in alcuni casi possono esagerare i fattori esterni alla malattia, anche se, ammette la ricercatrice, “vanno ancora analizzati gli effetti su chi utilizza il cellulare per una grande quantità di tempo e sui bambini”.
356 casi di glioma, un tipo di cancro al cervello, e 846 tumori del sistema nervoso centrale.
I ricercatori hanno studiato tutta la popolazione danese di età superiore ai 30 anni nata dopo il 1925 incrociando i dati provenienti dai gestori della rete telefonica nazionale e il registro danese dei tumori. Hanno analizzato i dati di 10.729 casi di tumore del sistema nervoso centrale tra il 1990 e il 2007. Nonostante le rassicurazioni, i ricercatori ammettono che ci vorrebbero studi più estesi che potrebbero evidenziare un modesto aumento del rischio in due sottogruppi più a rischio, come gli utilizzatori “forti”, quelli che passano anche fino a 10 ore al telefono in un giorno, e in quelli che hanno utilizzato il cellulare ancora più a lungo tra i 10 e i 15 anni.
di Cosimo Colasanto (21/10/2011)
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Commenti dei lettori
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- La ringrazio dell’attenzione, ma dissento dalla critica. Se legge in giro la ripresa giornalistica della notizia - proveniente dal Bmj, quindi una fonte accreditata - davvero in pochi hanno sottolineato che lo studio non ha dimostrato l’inesistenza del nesso tra cancro e cellulari, ma l’inesistenza di un incremento statistico singificativo dei casi di cancro al cervello nel campione esaminato (utilizzatori di servizi di telefonia mobile per svariati anni). Noi l’abbiamo fatto, credo rispettando in pieno l’accuratezza che compete a un professionista dei media. Si può discutere, al più, dei limiti dello studio in sé e per questo accogliamo volentieri la sua voce. (c.c.)
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- Guardate le ultime statistiche del rarissimo (una volta) tumore alle ghiandole salivari: c'e' una aumento ragguardevole dei casi di tumore , quasi tutti delle ghiandole sotto l'orecchio destro. Effettivamente non è cancro al cervello. Ma il giornalista non può titolare che "il rischio cancro non aumenta". Accuratezza e senso critico dovrebbero ispirare ogni professionista dei media.



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