X

Ti potrebbe interessare anche

  • Ico_email
  • print
  • Ico_ingrandisci_carattere
  • Ico_diminuisci_carattere
Neonati

Un figlio dopo il tumore,
salgono le chance
con crioconservazione ovociti

“Oggi la crioconservazione rappresenta una grande speranza per le donne che, dopo aver dovuto affrontare le difficoltà legate ad una patologia grave come il tumore alla mammella, non intendono rinunciare alla maternità”. Lo ha dichiarato Andrea Borini, presidente della Società Italiana di Conservazione della Fertilità durante il simposio “Avere un figlio dopo un tumore della mammella” organizzato a Roma nell'ambito del 1° Congresso Nazionale di Endocrinologia Oncologica.

In Italia si stima che il 40-70% delle donne colpite da tumore al seno abbia problemi di fertilità, prevalentemente a causa della chemioterapia e studi retrospettivi dimostrano che solo il 3-7% delle pazienti colpite da tumore mammario in età fertile ha successivamente una gravidanza, anche a causa del forte impatto emotivo della patologia che può dissuadere la donna, una volta guarita, dalla ricerca di un figlio.

“Dopo l’entrata in vigore della legge 40, in Italia la tecnica di congelamento degli ovociti - ha ricordato Borini - è stata molto affinata ed ha prodotto risultati sempre migliori: basti pensare che, in questi 7 anni, la percentuale di recupero di ovociti scongelati è passata dal 50% all’80%, mentre la percentuale di successo della Procreazione medicalmente assistita con l’impiego di ovociti crioconservati è passata dal 12% iniziale fino a livelli che si attestano al 25-26%”.

di c.c. (28/10/2011)

Lascia un commento

Fai una domanda

I commenti sono editati da parte della redazione.