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Tv

Parolacce in televisione?
Così gli adolescenti
diventano aggressivi

L'effetto risulta nel complesso ancora «moderato», ma la connessione sembra ormai essere certa: se il linguaggio televisivo è poco educato, i ragazzi che lo ascoltano ci si abituano e tendono, di conseguenza, a utilizzarlo con una certa facilità. E a comportarsi di conseguenza: a mettere in evidenza la relazione tra il turpiloquio televisivo, il modo di parlare sboccato e un comportamento più aggressivo dei teenager è uno studio della Brigham Young University (Usa) condotto da Sarah Coyne e pubblicato su Pediatrics.

 

I ricercatori hanno raccolto informazioni da 223 studenti delle scuole medie statunitensi rilevando che un certo tipo di programmi visti in tv è connesso a un certo modo di parlare e di relazionarsi con gli altri, in una sorta di reazione a catena: l'esposizione al turpiloquio è associata all'accettazione e all'uso di parolacce, che a loro volta influenzano l'aggressione fisica e relazionale. «Nel complesso si tratta di un effetto moderato - spiega Coyne - . Abbiamo anche eseguito studi statistici in senso opposto per verificare se in realtà fossero i ragazzi violenti a guardare certi programmi in tv, ma abbiamo rilevato che la nostra prima ipotesi statisticamente funziona meglio».

 

A sostenere i risultati della ricerca anche Brad Bushman, esperto di mezzi di comunicazione della Ohio State University (Usa). «I bambini esposti alle profanità dei media pensano che quel linguaggio sia 'normale', e quindi tendono a ridurre le loro inibizioni sull'uso stesso del turpiloquio. E i bambini che usano parolacce hanno maggiori probabilità di aggredire gli altri. Si tratta di risultati molto importanti per i genitori, per gli insegnanti e per i pediatri».

di Miriam Cesta (08/11/2011)

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