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La malattia «allerta»
la mente: rende più
vigili di fronte ai pericoli

La malattia "accende" la mente: la rende più reattiva agli eventuali pericoli. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Psychological Science dai ricercatori dell'Università del Kentucky di Lexington (Usa), coordinati da Saul Miller, secondo cui chi è reduce da una patologia è più attento agli agenti esterni che potrebbero mettere di nuovo a rischio la sua salute.

 

Nel corso della ricerca gli studiosi hanno condotto due esperimenti durante i quali hanno chiesto a un gruppo di partecipanti di visionare su uno schermo una serie di immagini, alcune delle quali ritraevano volti "deformati" perché affetti da eruzioni cutanee o intenti a starnutire. Nel primo caso, in cui i soggetti dovevano associare una forma geometrica al viso delle persone, è emerso che coloro che di recente erano stati ammalati prestavano ai visi "anormali" maggiore attenzione - li osservavano, cioè, per un lasso maggiore di tempo. Nel secondo esercizio, invece, i partecipanti dovevano individuare i volti normali ed eliminare quelli "deformati": anche in questo caso chi era reduce da una malattia risultava più "sensibile" ai visi anormali e riusciva a scovarli e a scartarli più rapidamente.

 

"Le persone che di recente sono state malate - spiega Miller - e che, quindi, hanno da poco attivato i propri sistemi immunitari di difesa, sono più inclini a prestare attenzione e a evitare i volti 'deformati'".

di Nadia Comerci (04/11/2011)

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