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Adolescenti e cervello: uso anfetamine provoca cambiamenti permanenti

Il consumo di anfetamine durante l'adolescenza può causare squilibri neurobiologici permanenti e aumentare i comportamenti a rischio: a sostenerlo è uno studio pubblicato su International Journal of Neuropsychopharmacology dal team canadese della McGill University Health Centre (MUHC) guidato da Gabriella Gobbi. La ricerca, spiegano gli studiosi, è tra le prime a far luce su come l'uso prolungato di anfetamine in età adolescenziale modifichi la chimica del cervello e il comportamento.

 

Le anfetamine sono sostanze psicostimolanti che producono un senso di benessere ed euforia generale accompagnato da minore percezione della fatica, aumento delle capacità di attenzione e concentrazione e diminuzione dell'appetito. Secondo la Relazione 2011 dell'UNODC, l'United Nations Office on Drugs and Crime, oltre il 10% degli adolescenti statunitensi hanno fatto uso di anfetamine. In Europa la percentuale è compresa tra il 2 e il 7%, e in Canada il numero supera di poco il 5%.

 

Lo studio è stato condotto sui topi, la cui chimica cerebrale è molto simile a quella degli uomini. Gli studiosi hanno testato tre diversi dosaggi di anfetamine su altrettanti gruppi di roditori «adolescenti», seguiti durante la crescita e fino all'età adulta: «Ci siamo concentrati su 3 neurotrasmettitori, serotonina, dopamina e noradrenalina - spiega Gobbi - e abbiamo trovato anomalie nell'attività cerebrale associata a tutte e tre queste sostanze neurochimiche. Questi squilibri sono coinvolti nell'insorgenza di disturbi emotivi e mentali come la depressione e la dipendenza».

di m.c.
Pubblicato il 11/05/2012