Incontinenza e non solo:
la cura del dolore pelvico
è multidisciplinare
Ginecologi, urologi, neurologi, fisiatri, esperti in bio-meccanica, odontoiatri: le disfunzioni della zona pelvica e perineale, i problemi di incontinenza, il dolore pelvico cronico e i disturbi sessuali stanno entrano sempre più in una nuova era, quella dell’approccio multidisciplinare. Non un solo specialista, ma più esperti che lavorano in squadra per alleviare situazioni molto diverse da loro, ma tutte unite dal logorante impatto sulla qualità della vita. È l’ottica nella quale fino a domani (8 novembre) si muoveranno gli esperti provenienti da numerosi centri italiani ed europei, tra cui Francia, Inghilterra, Germania, riuniti al Centro Congressi Lingotto di Torino per il XXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Uroginecologia.
Il titolo del congresso "La Pelvi: centro di gravità nuove idee sulle correlazioni tra postura, disfunzioni del pavimento pelvico, riabilitazione, chirurgia e risultati" è il programma di quanto sia necessario concepire in questo caso le cure come integrate. Alle disfunzioni pelvi-perineali e alle alternative chirurgiche Salute24 dedicherà un approfondimento con un’intervista a Silvia Malaguti, neurologa-neurofisiologa consulente scientifico dell'Ospedale Niguarda-Unità Spinale di Milano e direttore del centro Medico di Neurofisiologia e Biomeccanica applicata alle disfunzioni pelvi-perineali di Milano, che insieme a Jacques Lamarche, esperto internazionale di Biomeccanica clinica del centro Medico di Milano e consulente scientifico del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Abano Terme, presentano i risultati delle loro esperienze di ricerca sul trattamento del dolore pelvico cronico, che può trasformarsi per i pazienti in un labirinto di cure e consulti spesso inefficaci.
Cuore dell’approccio è la relazione tra postura e disfunzioni pelviche: un problema dalle dimensioni socio-sanitarie sempre più rilevanti dato il numero crescente di persone, giovani e anziani, con esiti di traumi che coinvolgono la zona sacrale (osso sacro-coccige) o le gambe e che comportano difficoltà nel camminare o nello stare seduti a lungo. Al Congresso si discute quindi di approcci alternativi a quelli praticati tradizionalmente, chirurgia e rieducazione, con uno sguardo alla "postura" anche in chiave preventiva: è accertato, infatti, che la posizione del corpo nello spazio e il modo di muoversi influenzano la normale funzione vescicale, intestinale e sessuale.
di Cosimo Colasanto (07/11/2011)



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