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È fonoagnofasica: non ha «orecchie» che per Sean Connery

K. H. non è in grado di riconoscere la voce dei propri genitori, del coniuge, dei figli. Una sola eccezione: quella del migliore agente 007 della storia del cinema. Sembrerebbe la trama di un film, invece, come talvolta accade, la realtà supera la fantasia. La donna americana è infatti la prima persona al mondo affetta da fonoagnofasia congenita: l`incapacità di riconoscere le voci.
Il caso, riportato dalla rivista Neuropsychologia dai ricercatori dell`University College London coordinati da Brad Duchaine, non era mai stato diagnosticato in precedenza. La difficoltà di associare le voci alle persone, infatti, in passato era stata riscontrata solo in persone che avevano subito traumi o danni cerebrali.
K. H. ha trascorso la vita cercando di ovviare al suo problema tramite piccoli escamotage: non rispondeva al telefono se non sapeva di dover ricevere una telefonata. Inoltre si è presentata al lavoro con un nome diverso dal proprio, in modo da poter identificare, dal modo in cui veniva chiamata, se al telefono vi fosse un amico o un collega.
Soltanto all`età di 60 anni ha scoperto che il suo era un disturbo di percezione, dopo aver letto un articolo sullo studio condotto da Brad Duchaine sulla prosopagnosia, l`incapacità di riconoscere i volti delle persone. K. H. ha quindi deciso di contattare lo specialista, che ha identificato il suo problema, sottoponendola ad alcuni test, dai quali è emersa la sua incapacità di riconoscere le voci delle persone, tranne di una: non quella del marito o della figlia, ma di Sean Connery.
Brad Duchaine si è detto convinto della possibilità che esistano "altre persone, lì fuori, affette da simili problemi", e che, insieme ai suoi collaboratori, vorrebbe "entrare in contatto con loro".

di nadia comerci
Pubblicato il 28/10/2008