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Bimbi_raffreddore

Bimbi, quando
la febbre sale
più acqua sul comodino

Malanni di stagione in agguato? Meglio batterli sul tempo, soprattutto nei più piccoli. Con una buona idratazione, ad esempio, una mossa ideale contro molti tipi di disturbi tipici del periodo invernale: raffreddore, tosse, febbre e gastroenterite.

 

“Il corpo umano è formato principalmente di acqua e nei più piccoli la proporzione è notevolmente maggiore rispetto a quella degli adulti, con relative perdite giornaliere più elevate che arrivano a raggiungere il 15% del peso corporeo nei primi mesi di vita - spiega Marcello Giovannini, docente di Pediatria dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico Acqua Panna -. I bambini sono dunque particolarmente esposti al rischio di disidratazione, questo è ancora più vero in caso di malattie da raffreddamento e di influenza caratterizzati ad esempio da episodi ripetuti di diarrea e vomito”.

 

E se l’influenza è particolarmente cattiva di quanto aumenta il fabbisogno di liquidi? “In caso di rialzo febbrile aumenta del 10% per ogni grado di temperatura maggiore a 37.0° - continua Giovannini -. È quindi consigliabile che i più piccoli abbiano sempre a portata di mano una bottiglietta di acqua, preferibilmente a temperatura ambiente”.

 

L’arrivo del freddo porta generalmente all’accensione del riscaldamento, processo che può rendere l’aria più secca nelle abitazioni, negli asili e negli interni in genere, favorendo un aumento della sudorazione e quindi la perdita di liquidi. Nelle occasioni in cui si verifica un intesa perdita di liquidi, è particolarmente consigliabile assumere acque minerali per favorire l’integrazione degli stessi e dei Sali minerali. L’acqua più adatta ai bambini deve essere oligominerale a bassa mineralizzazione (500 mg/l) e contenere poco sodio, caratteristiche che si possono facilmente trovare indicate sull’etichetta.


Se arriva la tosse idratarsi correttamente diventa indispensabile per ridurre la viscosità delle secrezioni mucose favorendo l’azione dei farmaci mucolitici. “Affinché l’equilibrio idrico corporeo venga quindi garantito, l’assunzione del liquido deve avvenire durante tutto l’arco della giornata, oltre che durante i pasti. Ed è importante non fidarsi troppo del proprio senso di sete - prosegue Giovannini - che a volte, specie nei bambini, inganna e compare in ritardo, quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi di una cattiva idratazione”. (ASCA)

di co.col. (11/11/2011)

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