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Sigaretta

Sigarette, il packaging è
anti-fumo: più spazio
ai messaggi negativi, meno ai loghi

Dedicare l’80% della grafica presente sui pacchetti ai messaggi negativi e lasciare solo un 20% dello spazio alla marca della sigaretta, senza logo. E, tra i messaggi negativi, meglio non insistere troppo sulle patologie:  secondo gli esperti del respiro riuniti per la VI Conferenza Nazionale sulla BPCO «Quale futuro per i pazienti BPCO» organizzata dall’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, sono queste le nuove strategie di comunicazione che andrebbero applicate a ogni pacchetto di sigarette per cercare di convincere i giovani a non fumare. «Purtroppo la lotta contro le multinazionali è molto difficile - spiega Stefano Centanni, presidente SIMER (Società italiana di medicina respiratoria) e Ordinario Malattie Respiratorie Università degli Studi di Milano -. Ma se si riuscisse potrebbe essere una svolta: annullare un marchio commerciale potrebbe determinare disaffezione».

Sulla revisione dei prodotti del tabacco è già al lavoro la Commissione dell'Unione Europea con la direttiva "Public consultation on the possible revision of the Tobacco Products Directive 2001/37/EC".


La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una malattia polmonare progressiva, solo parzialmente reversibile con opportuni trattamenti farmacologici. Il fattore di rischio più importante è il fumo di sigaretta, ma anche quello di pipa, sigaro e di altri tipi di tabacco, e anche il fumo passivo contribuisce all’insorgenza della patologia. In Italia il fumo uccide oltre 70.000 persone ogni anno, di cui 30.000 solo per tumore al polmone. Nonostante le avvertenze sui pacchetti, 12 milioni di persone in Italia fumano circa 70 miliardi di sigarette l'anno.

 

Centanni ne approfitta per dare alcuni consigli per i più giovani: «Non occorre spaventarli con patologie, né sottolineando la possibilità di incidenza di malattie. Fate capire loro quanto è cattivo l’odore del fumo. Quanto è fastidiosamente puzzolente l’alito e la pelle. Che i denti diventano gialli e i capelli opachi. Che fumare diminuisce la potenza sessuale. Chi fuma è un depresso, che combatte la sua depressione con il fumo della sigaretta. E chi è vittima della nicotina, non è una persona libera».

di red. (19/11/2011)

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Commenti dei lettori

    • Depresso20/11/2011
    • StigmatizZiamo i depressi per non far fumare i giovani. Ci ritroveremo una generazione di giovani dai capelli lucidi, denti bianchi e pelle profumata, che considereranno le persone affette da malattie mentali dei disgraziati dai capelli opachi, denti gialli e pelle puzzolente. Aggiungiamo al disagio della malattia mentale la riprovazione sociale, in fin dei conti il malato mentale è debole ed economicamente poco interessante. Campagne e riprovazione contro chi lucra sulla vendita del tabacco, vedi lo stato, no. Gli stati sono forti .....
    • Daredavil20/11/2011
    • A quando gli avvisi di morte anche nelle bottiglie di vini, liquori, cosmetici e patatine McDonald ?
    • Gb19/11/2011
    • Ma perché non lasciate perdere i messaggi sulla salute, che ai giovani non gli frega nulla, e non gli dite la verità una volta per tutte? CHI FUMA PUZZA!!!!!! E bisogna essere davvero sfigati di prima grandezza per avvicinarsi a loro e alla loro bocca.
    • PokeChubby19/11/2011
    • Speriamo i messaggi li mettano anche nelle bottiglie di vini e liquori, nei cosmetici, negli insaccati ( salami e prosciutti sono pericolosi a volte più del fumo ), nei pacchetti di patatine McDonald, nelle lattine dell'olio di semi e nello yougurth ( spiegando che ingerire lactobacilli senza avere la diarrea altera l'equilibrio microbico dell'intestino e provoca malattie ).