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Udito-flop
per 1 italiano su 7
Casi in aumento: +2% in 10 anni

“I disturbi dell’udito sono in costante aumento e entro dieci anni assisteremo ad un aumento del 2% dei casi. In Italia la sordità colpisce il 12% della popolazione, 1 adulto su 7 non ha un udito normale, 1 su 6 ha un difetto che pregiudica la qualità di vita, 1 su 10 ha bisogno di una apparecchio per migliorare l’udito, ma solo 1 su 5 ne fa uso”. Lo ha detto Giancarlo Cianfrone, presidente Airs Onlus (Associazione italiana per la ricerca sulla sordità - Onlus), presentando la Settimana Nazionale Airs per la lotta alla Sordità, che giunta alla sua nona edizione, promuove visite gratuite dal 24 al 30 novembre in 214 centri ospedalieri su tutto il territorio nazionale (l’elenco completo è consultabile sul sito www.associazioneairs.it e telefonando al numero verde 800.066.763, gratuito dai telefoni fissi). “L’informazione è ancora poca - ha spiegato Cianfrone - nella scorsa edizione ben il 34% delle persone ha dichiarato di non avere informazioni sufficienti, per il 47% delle persone si è trattato del primo esame, l’82% di chi sospettava un calo dell’udito ne avuto conferma”. I dati descrivono un fenomeno diffusissimo. “La sordità colpisce il 12% della popolazione, la metà dopo gli 80 anni, il 25% tra 61 e 80 anni, ma ben il 14% ne è colpito già tra 46 e 64 anni - ricorda il presidente Airs -, mentre pochi anni fa erano solo il 10%”.

 

I costi sociali - “La sordità rappresenta il 30% di tutte le invalidità rilevate nella popolazione italiana - sottolinea Cianfrone - e secondo stime teoriche i costi sociali vanno dai 480 milioni di euro per la popolazione minore di 12 anni ai 10 miliardi per quella adolescente e adulta, mentre stime certe parlano di 320 milioni di euro per la popolazione under 12 e 3,3 miliardi per quella over 12, pari al 5% dell’intero Fondo Sanitario Nazionale”. Prevenzione e diagnosi tempestive sono le due chiavi per contenere la spesa.

 

Screening neonatale - E tanto c’è da fare soprattutto nel campo della sordità infantile. Ogni anno nascono in Italia 1-2 neonati ogni mille con sordità congenita, percentuale che sale a 1-3 ogni 100 tra i neonati sottoposti a terapia intensiva. Circa il 50% dei casi di sordità ha cause genetiche, il 15% ha cause sconosciute “delle quali si sta ampliando la conoscenza, proprio grazie alla tecniche genetiche”, ha ricordato Cianfrone. Il 35% sono legati a infezioni virali e batteriche.

Progetto Dioniso - Individuare i casi di sordità e ipoacusia sin dai primissimi istanti di vita del neonato, rinforzare la rete dei Centri per la cura e la terapia dei disturbi dell’udito nel Lazio, evitando i viaggi della speranza verso altre Regioni. È l’obiettivo del Progetto Dioniso presentato in concomitanza con la Settimana Nazionale Airs per la lotta alla Sordità e che si propone di realizzare uno screening neonatale negli ospedali di Roma e del Lazio con il coordinamento del Dipartimento Organi di Senso diretto da Roberto Filipo e dell’Unità Complessa di Audiologia diretto da Giancarlo Cianfrone entrambi del del Policlinico Umberto I e dell’Asl Roma H, sotto la guida di Carlo Diaferia dell’Unità Operativa Orl Marino. "Il progetto è realizzato con un finanziamento della Regione Lazio - ha spiegato Filipo -, ha raccolto già l’adesione di 20 centri ospedalieri, tra i quali quelli maggiori per l’assistenza in età pediatrica, e consentirà di individuare subito i nati con problemi dell’udito e di stabilire se la patologia è di tipo medio, quindi trattabile con protesi acustiche o di tipo grave e quindi attraverso l’impianto di apparecchi cocleari, ma soprattutto speriamo che si possano così evitare i cosiddetti viaggi della speranza che in un solo anno hanno spinto le famiglie 54 bambini laziali a ricorrere a cure in centri del Nord". (aggiornato il 22-11-2011)

di Cosimo Colasanto (23/11/2011)

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