Parkinson: in Italia
i malati sono 200 mila.
Uno su 10 ha meno di 40 anni
“La qualità di vita dei pazienti è l’obiettivo principale per cui stiamo lottando - ha affermato Ubaldo Bonuccelli, presidente Limpe – e grazie alla ricerca oggi è possibile raggiungere questo obiettivo. In questo senso infatti abbiamo predisposto un importante Progetto di Ricerca che verrà sviluppato insieme a Dismov-Sin, allo scopo di verificare l’efficacia di un protocollo riabilitativo sperimentale nella prevenzione delle cadute dei pazienti affetti da Malattia di Parkinson. Per sostenere questa ricerca sul piano economico, verrà avviata una raccolta fondi che include una serie di iniziative che realizzeremo per tutto il corso del prossimo anno.”
Durante la Giornata, molte strutture sanitarie della penisola saranno aperte per offrire informazioni sulla Malattia di Parkinson. Per conoscere le strutture aperte e le iniziative organizzate si può visitare il sito www.giornataparkinson.it o chiamare il numero verde 800.149.626. Il messaggio della Giornata è sintetizzato dallo spot radio-televisivo cui ha prestato la propria voce Andrea Bocelli: “La malattia di Parkinson non deve cambiare l’armonia della tua vita, affrontala subito!”.
Si stima che in Italia siano tra 150 e 200 mila i soggetti affetti da Parkinson e altri 50.000 i pazienti con un parkinsonismo; nella maggior parte dei casi la malattia si manifesta attorno ai 60 anni, ma in un 10 per cento di persone i sintomi compaiono prima dei 40 anni.
L’obiettivo di molti studi negli ultimi 20 anni è modificare il decorso della malattia - rallentandone l’evoluzione. Una delle nuove frontiere della medicina è lo sviluppo di farmaci che hanno lo stesso effetto neuroprotettivo di alcune sostanze esistenti in natura – come il tabacco o il caffè - che inibiscono gli enzimi che danneggiano i neuroni.
Va in questa direzione PPMI (Parkinson’s disease Progression Marker Initiative) finanziato dalla Fondazione dell’attore Michael J. Fox con 40 milioni di dollari. “L’obiettivo della ricerca è studiare i malati nelle primissime fasi della malattia e per 5 anni per individuare i marcatori della degenerazione e i possibili bersagli delle terapie", ha spiegato Barone, neurologo del Centro per le malattie neurodegenerative (Cemand) dell’Università di Salerno tra le 23 istituzioni internazionali, 18 negli Usa e 5 in Europa, selezionate per partecipare al progetto.
(Aggiornato al 25-11-2011)
di redazione (24/11/2011)



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