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"Gli animali non pensano":
così si supera il
complesso del carnivoro

Negare l’intelligenza agli animali di cui bisognerà nutrirsi è il trucco che la mente umana escogita per superare il “complesso del carnivoro”. Parola degli psicologi della University of Queensland, in Australia, che hanno investigato i meccanismi che riducono il disagio di alcuni nel mangiare carne. “A molte persone piace mangiare carne, ma moltissime sono riluttanti perché pensano di danneggiare creature dotate di intelligenza. Il nostro studio mostra che questo induce la gente a negare l’intelligenza agli animali”, spiega Brock Bastian, che ha guidato la ricerca che sarà pubblicata sul prossimo numero del Personality and Social Psychology Bulletin.

La conferma alle tesi della ricerca è in un test. Le persone che sanno di dover mangiare carne sono, infatti, più convinte dell’inferiorità cognitiva degli animali rispetto ad un momento neutrale, quando cioè non hanno bisogno di mangiare carne. “La carne è fondamenta per la dieta di molte persone e al centro della gratificazione gastronomica, ma molte persone sono turbate dal danno arrecabile agli animali; di qui la creazione di un “paradosso carne” - spiega Bastian -, ovvero la preoccupazione delle persone per i conflitti tra il benessere animale e le proprie abitudini gastronomiche”

 

 

 

 

di co.col. (25/01/2012)

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Commenti dei lettori

    • sergio10/02/2012
    • Nessun pensatore ha mai fornito una ragione valida per giustificare lo sfruttamento brutale di altri esseri in grado di provare sofferenza, al contrario, diversi grandi pensatori hanno esposto ragionamenti inoppugnabili sulla ingiustizia (immoralità) dello sfruttamento degli animali. E dunque noi continuiamo, senza pensarci su tanto (come ho fatto io fino a quando ho iniziato a chiedermi se fosse giusto), a trattare gli animali più come cose che come forme di coscienza a noi simili, provocando loro dolori immensi, senza averne alcun diritto.