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Calcio

Calcio e colpi di testa,
mai più di 1.000 all'anno:
sono come traumi

Calciatori dilettanti e non, attenzione alle acrobazie in aria di rigore. I colpi di testa possono nuocere alla salute del cervello. Lo sostiene uno studio americano presentato all’ultimo congresso della Radiological Society of North America secondo cui le lesioni provocate da frequenti colpi di testa - più di mille in un anno - sono paragonabili ai segni riportati dai pazienti con commozione cerebrale per altri traumi. Colpa, a quanto pare, delle zone più dure dei palloni da calcio e dalla velocità che può raggiungere la sfera nel momento in cui viene deviata: più di 50 chilometri orari nelle partite dei calciatori dilettanti e più di 100 chilometri orari in quelle degli atleti professionisti. Lo hanno riscontrato i medici dell’Albert Einstein College of Medicine di New York (Usa) studiando con la risonanza magnetica (Rm) i contraccolpi su 32 giocatori dilettanti.

 

Per l’esame gli studiosi si sono avvalsi di uno specifico tipo di Rm, l’imaging del tensore di diffusione, che permette di visualizzare nervi e tessuto cerebrale. Le immagini hanno dimostrato lesioni in cinque regioni cerebrali tra le zone anteriori e posteriori della testa, nelle stesse aree coinvolte in processi come attenzione e memoria. Nonostante oggi i palloni da calcio siano costruiti con materiali più leggeri, esistono punti, come le cuciture, più duri degli altri. Secondo Michael Lipton, che ha coordinato lo studio presentato all’ultimo congresso della Radiological Society of North America, esiste una soglia di sicurezza: non bisogna superare mai i 1.000 colpi di testa all’anno.

 

di Cosimo Colasanto (02/12/2011)

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