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Sclerosi multipla:
tra assistenza e cure,
le ombre del futuro

Novità nei trattamenti per la cura della malattia, disponibilità delle terapie e timore per le eventuali restrizioni nell'erogazione di farmaci innovativi e di servizi di riabilitazione dovute alla crisi economica: sono questi i temi di cui si è discusso a Roma nel corso del convegno «Diritto alla Salute nelle Persone con Sclerosi Multipla: problematiche attuali e prospettive future» organizzato da Carlo Pozzilli, responsabile del «Centro per la Sclerosi Multipla» dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

 

Sotto il profilo delle opportunità terapeutiche è stato illustrato il panorama sia delle terapie attuali a base di interferone, sia di quelle orali che verranno messe in commercio in futuro e che rappresentano un passo in avanti rispetto a quelle somministrate per via iniettiva: si spera - è emerso dal convegno - che in questa maniera possa migliorare l’aderenza al trattamento, requisito fondamentale di un trattamento cronico come quello richiesto nella sclerosi multipla (SM).  

 

Grande interesse ha suscitato anche il tema dell’Insufficienza Vascolare Cronica Cerebro-Spinale (CCSVI) e dell’approccio terapeutico proposto da Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara. Giovanna Borriello dell’Ospedale S.Andrea ha illustrato i risultati preliminari di uno studio condotto su adolescenti affetti da SM e sottoposti ad angioplastica per il trattamento della CCSVI: i risultati del questionario a cui sono stati sottoposti i pazienti 4 mesi circa dopo l’intervento hanno evidenziato che solo 1/4 dei pazienti ha presentato un beneficio sui sintomi di tipo permanente, mentre 2/3 dei pazienti ha indicato di non aver riscontrato alcun beneficio o una risposta positiva che però si perdeva dopo le prime settimane dal trattamento. Giustificata, è stato infine rilevato, è la preoccupazione dall'attuale situazione economica che potrebbe comportare pesanti restrizioni nelle erogazioni di farmaci e servizi. Nel corso dell’incontro è stato quindi chiesto alle autorità competenti di  creare percorsi privilegiati per quanto riguarda l’assistenza in ambito psicologico e riabilitativo, tali da  supportare in modo adeguato i Centri Sclerosi Multipla della Regione e soddisfare così le necessità di questa parte di popolazione.

di red. (02/12/2011)

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Commenti dei lettori

    • Filippo02/12/2011
    • Avrei alcune domande: "Solo" il 25% ha risultati positivi con l'angioplastica. "Solo"? Se il restante 75% non ha effetti negativi, perchè non provare!? Alcuni pazienti hanno avuto risultati positivi poi regrediti. Per quale motivo? A cosa sono dovuti i risultati positivi di quel 25% (effetto placebo di durata infinita)? Sembra che ci siano dei risultati clinici che obbligano a prendere in considerazione la CCSVI e la sua cura. Non capisco perchè parlarne sempre come di una cosa secondaria e non come di una possibilità concreta.