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Protesi seno:
la Francia ha deciso "Vanno tolte",
in Italia le hanno in 5.000

Nessun collegamento accertato con il rischio di sviluppare il cancro, ma uno concreto di rottura. Con questa motivazione il governo francese ha raccomandato oggi a decine di migliaia di donne di rimuovere le protesi mammarie prodotte con un gel al silicone sospetto dall’azienda francese Poly implant prothèse, che ha chiuso i battenti all’inizio del 2010, dopo aver esportato in tutto il mondo le sue protesi.

Protesi realizzate, a quanto pare, con gel scadente, non conforme, dieci volte meno costoso di altri materiali, con un'alta probabilità di rottura del suo involucro.

Il segretario di Stato alla Salute francese, Nora Berra, ha detto che il governo sta raccomandando la rimozione degli impianti come misura precauzionale dopo che sono stati osservati livelli di rottura delle protesi superiori al normale, ma ha aggiunto che non esiste una prova definitiva per collegare questo silicone al cancro.

Il ministro della Salute Renato Balduzzi rassicura e spiega che "allo stato della nostra conoscenza non esiste nessuna evidenza scientifica che possa creare allarme o panico. Aspetteremo che le autorità francesi definiscano il piano di azione, in settimana, e alla luce del piano e di ciò che mi dirà il Consiglio superiore di Sanità valuteremo le azioni da intraprendere".

Fondata nel 1991, la Poly implant prothèse è stata in passato la numero tre mondiale del settore, arrivando a fornire circa 100.000 protesi all'anno, l'80% esportate all'estero, in particolare in Spagna e Gran Bretagna.

di redazione (23/12/2011)

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