Preferire l'acqua all'aranciata?
Sì, se le calorie delle bibite
sono facilmente comprensibili
L’acqua verrebbe preferita alle bibite gassate e zuccherate da quattro adolescenti americani su dieci se solo le informazioni nutrizionali sulle calorie assunte bevendo una lattina di aranciata o di cola fossero più facilmente comprensibili. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Public Health secondo cui se i ragazzi vengono messi a conoscenza delle esatte calorie contenute in una bibita e, in particolare, di quanta fatica costerebbe “bruciarle” con l’attività fisica, quasi la metà di loro (il 40%) sceglierebbe di bere la semplice acqua. Lo studio è stato condotto dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Usa).
Gli studiosi hanno rifornito alcuni negozi di diversi quartieri di Baltimora di cartelli informativi circa le calorie contenute nelle diverse bibite in vendita di tre tipologie diverse: in un caso è stato messo in evidenza il conteggio calorico assoluto (lo sai che una lattina o un succo di frutta ha circa 250 calorie?); in un altro la percentuale delle calorie sul totale dell’assunzione giornaliera raccomandata ("una lattina o un succo di frutta contiene circa il 10% delle calorie giornaliere"); e nell’ultima tipologia di cartello veniva messa in evidenza l’equivalente dell’attività fisica necessaria per bruciare la bibita bevuta ("lo sai che per eliminare una lattina o un succo di frutta sono necessari circa 50 minuti di corsa?"). Hanno poi raccolto i dati per 1600 vendite di bevande ad adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni, alcune delle quali effettuate prima dell’esposizione dei cartelli di avvertimento, altre dopo: e hanno così scoperto che fornire informazioni chiare sulle calorie riduce del 40% le probabilità di acquistare bevande e succhi, e che dei tre cartelli informativi, in particolare, quello sull'attività fisica risulta il più efficace (riducendo, da solo, le probabilità di acquisto di una bevanda dolcificata fino al 50%).
“Le persone sottovalutano le calorie presenti nei cibi e nelle bevande che consumano - spiega Sara Bleich, docente di Politica e gestione sanitaria -. Fornire informazioni facilmente comprensibili sulle calorie, in particolare sotto forma di equivalente attività fisica, può provocare negli adolescenti un aumento del consumo di acqua”.
di Miriam Cesta (17/01/2012)

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