X

Ti potrebbe interessare anche

Fumo e alcol: l'uso dipende dal cervello «impulsivo»

  • Ico_email
  • print
  • Ico_ingrandisci_carattere
  • Ico_diminuisci_carattere
Cervello

Dagli Stati Uniti
arriva il pacemaker
contro la depressione

Uno studio dimostra che la stimolazione cerebrale profonda, una tecnica chirurgica con la quale si impiantano nel cervello degli elettrodi a contatto con l’ipotalamo,  è un metodo sicuro ed efficace per trattare alcune forme di depressione. La conferma arriva dall’Emory University School of Medicine (Usa) dove Helen Mayberge e colleghi hanno sperimentato i risultati della metodica del disturbo depressivo maggiore e nel disturbo bipolare non trattabili con i farmaci.

 

I disturbi dello spettro bipolare, talvolta indicati come psicosi maniaco-depressiva, sono caratterizzati da periodi di mania o ipomania alternati a episodi di depressione. La stimolazione cerebrale profonda utilizza impulsi ad alta frequenza mirati in una zona specifica del cervello, quella legata al disturbo neuropsichiatrico da trattare. La ricerca è stata condotta su 17 pazienti, prima sottoposti ad una stimolazione in cieco per quattro settimane - i soggetti non sapevano se il dispositivo era acceso e spento - e una stimolazione attiva per 24 settimane. In tutto il periodo di osservazione è durato due anni.

 

Alla conclusione i tassi di remissione e di risposta al trattamento sono stati rispettivamente del 18% e del 41% dopo 24 settimane, del 36% dopo un anno e addirittura del 58% e del 92% a due anni dal trattamento. “La maggior parte di questi pazienti sono in uno stato di depressione da molti anni e sono disabili e isolati”, spiega uno degli autori, Paul Holtzheimer. “Al miglioramento della depressione - continua - deve seguire un processo per la completa integrazione nella società”.

 

di co.col. (09/01/2012)

Lascia un commento

Fai una domanda

I commenti sono editati da parte della redazione.