Epidemie, Haiti insegna:
Twitter arriva
2 settimane prima
I ricercatori americani sono giunti a questa conclusione, pubblicata in uno studio sull’ American Journal of Tropical Medicine and Hygiene, utilizzando HealthMap, un motore di ricerca online dal 2006 creato dagli epidemiologi di Harvard per esplorare il web e in particolare i social network a caccia di post e tweet in otto lingue "sensibili" per alcune parole chiave legate alle emergenze sanitarie (questa la mappa aggiornata oggi): nel caso dell’epidemia che ha colpito Haiti, nel periodo compreso tra il 20 ottobre 2010 e il 28 gennaio 2011 HealthMap ha registrato ben 188.819 tweet e 4.697 post. Dopo averli messi a confronto con i dati registrati dal ministero della Salute e dal Governo di Haiti, i ricercatori hanno scoperto che la Rete e i suoi canali “informali” sono stati in grado di rilevare che il tasso di riproduzione dell’infezione nei primi giorni oscillava tra 1,54 a 6,89, mentre secondo le statistiche sanitarie tra 1,27 a 3,72.
"La tecnica che abbiamo sviluppato può essere sviluppata e impiegata anche per seguire da vicino l'insorgenza di altre malattie in altre parti del mondo", spiega uno degli autori, Rumi Chunara della Harvard Medical School, secondo il quale l’uso dei social network potrebbe essere uno strumento molto utile per contrastare le emergenze sanitarie, da affiancare a quelli dei canali ufficiali.
di Cosimo Colasanto (12/01/2012)

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