Staminali per recuperare la vista,
primi ok da sperimentazione
Lo studio, che ha coinvolto un anziano di 70 anni con degenerazione maculare senile e una donna di 50 anni con la malattia di Stargardt, una delle principali cause di cecità soprattutto nei giovani, si basa sul prelievo di staminali da un embrione umano, fatto che riporta in primo piano le polemiche sull’opportunità etica di questa metodica. Le staminali vengono programmate in laboratorio affinché si trasformino in cellule epiteliali, destinate a “ripopolare” il pigmento della retina danneggiata. Ai pazienti, con una capacità visiva molto scarsa, sono state impiantate circa 50.000 cellule senza provocare una reazione di rigetto. Il test serve a individuare la sicurezza della tecnica, ma ha anche fornito importanti informazioni sugli effetti sulla vista, che secondo i ricercatori è leggermente migliorata.
di red. (25/01/2012)

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