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Il fritto salva-cuore
con olio d’oliva e di girasole

La frittura fa male? Un avvertimento ricorrente, ma non sempre vero. Se si scelgono olio d’oliva o di girasole si evitano i rischi per il cuore, ovviamente con quantità modiche delle porzioni. Lo hanno stabilito i ricercatori dell’Università Autonoma di Madrid.

La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, ha messo sul piatto diversi tipi di cottura, esaminando le abitudini di oltre 40.000 persone tra 29 e 69 anni di età in un arco temporale di ben 11 anni. Tutti i partecipanti hanno svelato quanto e cosa mangiavano e, ovviamente, i ricercatori hanno cercato di scoprire quante volte facessero ricorso alla frittura, che in Spagna è un metodo di cottura molto frequente, a cominciare dal pesce.

 

A salvare le arterie degli spagnoli sarebbero le materie prime della dieta mediterranea, olive e semi di girasole. Infatti, la frittura fa guadagnare molti punti in calorie alle pietanze, che finiscono per pesare in particolare su colesterolo, obesità e ipertensione. Ma non sempre è così. Con grassi solidi come quelli animali o riutilizzati, infatti, il rischio è molto più alto, mentre con olio di oliva e di girasole, ha dimostrato lo studio, si riduce moltissimo. I soggetti studiati non mostravano segni di malattie cardiache all’inizio dello studio. In 11 anni i morti per problemi cardiovascolari sono stati in tutto 1.134, gli eventi che hanno chiamato in causa cuore e arterie circa 600. Dati che, secondo Pilar Guallar-Castillon, mostrano chiaramente che “dove grandi quantita' di cibi fritti sono consumati sia dentro sia fuori casa, non è stata osservata alcuna associazione tra il consumo di cibi fritti e il rischio di malattia coronarica o di morte”.

di red.

Data: 26/01/2012

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