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Aids, il mistero dei lungo-viventi
è in alcuni geni

Hanno una resistenza innata al virus dell'Hiv. Si chiamano Ltnp, Long Term Non Progressors, in italiano "lungo.viventi", e sono l’1-2% di tutte le persone con infezione. Ancora un mistero da scoprire per gli immunologi il modo con cui reagiscono replicazione del virus senza l'uso di farmaci anti-retrovirali. Da tempo gli scienziati sono sulle tracce dei meccanismi biologici che consentono questa straordinaria performance del sistema immunitario nei confronti del virus. Adesso i ricercatori coordinati da Guido Poli, professore di Patologia Generale e Immunologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, hanno individuato nuovi marcatori genetici associati al controllo spontaneo della progressione di malattia che potrebbero aprire le porte di questo segreto. La ricerca, eseguita a livello internazionale dai più importanti centri, è pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Infectious Diseases.

 

Lo studio ha confrontato il loro profilo genomico con quello di un gruppo di controllo di 605 persone recentemente infettate e ha rivelato la presenza di 47 varianti genetiche - definite “SNP”, ovvero mutazioni di un singolo nucleotide - più rappresentate nei “non progressors". Dove si trovano questi geni? La maggioranza di queste mutazioni sono state identificate nella porzione di genoma in cui sono presenti i geni del cosiddetto “Complesso Maggiore d’Istocompatibilità (MHC)”, particolarmente sensibili all’infezione. Questa ricerca ha inoltre evidenziato per la prima volta l’importanza di un’altra regione dell’MHC, che controlla proteine responsabili della cosiddetta immunità naturale o innata alle infezioni.

 

“Questo lavoro scientifico servirà come base per ulteriori studi di varianti geniche associate alla resistenza spontanea alla malattia in persone già infettate e potrebbe portare alla scoperta di nuovi aspetti della risposta immunitaria - afferma Poli -, sia specifica che innata, importanti per la messa a punto di strategie di prevenzione generale dell’infezione quali i vaccini, potenzialmente in grado di avere un impatto fondamentale sulla corrente pandemia da Hiv. Purtroppo, il finanziamento europeo è terminato e non vi sono ulteriori finanziamenti attivi per proseguire lo studio”.

 

di co.col.

Data: 26/01/2012

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