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Microscopio-1

Terapia del digiuno
prima della chemio
potenzia efficacia cure

Interrompere il rifornimento di “viveri" alle cellule tumorali per renderle più vulnerabili ai farmaci anticancro e proteggere le cellule sane. Una nuova conferma all’efficacia della restrizione calorica come mezzo per potenziare la chemioterapia arriva da uno studio condotto in laboratorio da Valter Longo, scienziato italiano dell’Università della California, in collaborazione con il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, diretto da Vito Pistoia. Basterebbero da 2 a 4 giorni per incrementare l’effetto dei farmaci anche di 20 volte, secondo la sperimentazione condotta sugli animali.

Il meccanismo con cui ridurre il numero di calorie a disposizione dell’organismo agisce sulla proliferazione delle cellule tumorali è noto. L’introduzione nel metabolismo cellulare di più risorse “alimentari” spinge le cellule maligne a uno sviluppo maggiore e disordinato. Le cellule “sane”, private di calorie, entrano invece in una fase di “sonno” biologico e, cosa più importante, attivano un interruttore di protezione, che può proteggerle dall’azione dei chemioterapici. Nel modello di neuroblastoma, un temibile tumore pediatrico, le cellule tumorali si sono dimostrate maggiormente indifese.

Lo studio su modelli animali ha evidenziato che bastano 48 ore di restrizione calorica perché i farmaci antitumorali siano più efficaci. Per raggiungere questa condizione non è necessario un digiuno così lungo, poiché è possibile azzerare con l’impiego di strategie molecolari il peso delle calorie introdotte con pasti leggeri.

di co.col. (09/02/2012)

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