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Terapia del digiuno
prima della chemio
potenzia efficacia cure
Il meccanismo con cui ridurre il numero di calorie a disposizione dell’organismo agisce sulla proliferazione delle cellule tumorali è noto. L’introduzione nel metabolismo cellulare di più risorse “alimentari” spinge le cellule maligne a uno sviluppo maggiore e disordinato. Le cellule “sane”, private di calorie, entrano invece in una fase di “sonno” biologico e, cosa più importante, attivano un interruttore di protezione, che può proteggerle dall’azione dei chemioterapici. Nel modello di neuroblastoma, un temibile tumore pediatrico, le cellule tumorali si sono dimostrate maggiormente indifese.
Lo studio su modelli animali ha evidenziato che bastano 48 ore di restrizione calorica perché i farmaci antitumorali siano più efficaci. Per raggiungere questa condizione non è necessario un digiuno così lungo, poiché è possibile azzerare con l’impiego di strategie molecolari il peso delle calorie introdotte con pasti leggeri.
di co.col. (09/02/2012)

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