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Teatro e letteratura arrivano in corsia: per umanizzare le terapie

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Botulino contro l’iperidrosi
«Grazie all’Aifa i malati
hanno di nuovo la terapia»

Fanno una vita da inferno, soprattutto d’estate. E per loro il gesto più semplice, stringere la mano, diventa un incubo. Sono le persone colpite da iperidrosi, il 4% della popolazione secondo le statistiche, che per una iperfunzione del sistema nervoso centrale che controlla la sudorazione non dovuta al caldo o alla attività fisica, sono vittima di una produzione di sudore copiosa, imbarazzante, che spinge all’isolamento, a rifuggire il contatto sociale, quello con il partner, a perdere o cambiare lavoro. Negli ultimi anni, al danno si era aggiunta la beffa. Una legge inserita nella finanziaria del 2007 che applicava una norma nata dopo il caso Di Bella per evitare i trattamenti off label - quelli che consentono di utilizzare un farmaco per indicazioni diverse da quelle approvate - aveva stoppato una delle terapie a cui questi malati ricorrono, le micro-iniezioni di tossina botulinica nei punti in cui il sudore sovrabbonda: mani, fronte, nuca, piedi, ascelle, ammettendo il trattamento solo per queste ultime. Con il paradosso che l’Italia era “l’unico Paese al mondo a non fare la terapia focale per l’iperidrosi”, spiega la prof. Milena De Marinis dell'Università della Sapienza di Roma, che dirige il Centro per lo studio del Sistema Nervoso Autonomo e dell`Ambulatorio Iperidrosi del Policlinico Umberto I di Roma.  

 

 


I malati si sono trovati così davanti una porta sbarrata: uniche chance la ionoforesi, rimedio efficace ma un po’ scomodo perché prevede sedute lunghe e ripetute, o l’opzione chirurgica, invasiva e demolitiva, da ponderare bene e non adatta per tutti i casi.

De Marinis non si è arresa e ha intrapreso un’azione in difesa dei pazienti: ha scritto all’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, facendo appello alla legge 648 del 1996, che autorizza all’uso “speciale" di un farmaco quando non è presente un’alternativa terapeutica valida. All’Aifa la neurologa ha presentato una imponente documentazione di oltre 400 pagine che includeva la letteratura scientifica mondiale sulla validità della terapia ed una dettagliata relazione scientifica a sostegno del diritto alla cura dei pazienti affetti da Iperidrosi Focale. L’Aifa ha risposto. Ed è stato un successo. Ad agosto, dopo solo 7 mesi dalla richiesta, la delibera che riconosce la gravità della patologia e, in un momento di crisi anche il diritto alla cura di chi soffre, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. “Un bel momento - dichiara De Marinis - perché testimonia che l’Aifa lavora seriamente e anche rapidamente quando ci sono migliaia di pazienti coinvolti. Così abbiamo ottenuto una risposta positiva e la possibilità di utilizzare tutte le tossine di tipo A in commercio, ovvero Botox, Dysport e Xeomin”.

 

A questo si aggiunge un recentissimo studio pubblicato su Autonomic Neuroscience, la più importante rivista scientifica americana che si occupa di sistema nervoso vegetativo, in cui sono state dimostrate delle implicazioni cardiovascolari nella malattia. Perché, è bene saperlo, la diagnostica e la scelta terapeutica passano attraverso approfonditi test neurofisiologici.


Il prossimo passo sarà informare pazienti e i Centri specializzati di tutta Italia della novità, anche attraverso l`Associazione iperidrosi onlus (www.associazione-iperidrosi.it) che ha patrocinato la richiesta all’Aifa. Venezia, Bologna, Napoli, Genova, e ovviamente Roma i primi, tra gli altri, che hanno risposto all’appello con un incontro informale per fare il punto sulla situazione legislativa e l’accesso alle terapie. Manca la Lombardia, mentre diversi Centri del Centro-Sud sono in procinto di attivarsi. Per i pazienti rappresenta un sollievo. In alcuni casi il trattamento si può ottenere in Day Hospital, ma nella maggior parte dei casi con il cosiddetto file F, una procedura unica per i pacchetti ambulatoriali complessi che corrisponde anche a più trattamenti (mani - ascelle), versando un ticket di 45 euro (nel Lazio).

di Cosimo Colasanto (24/02/2012)

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