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Seno più grande, ma il lipofilling nasconde insidie

Donne in fuga dalle protesi, dopo la scandalo Pip, ma anche il lipofilling, il “riciclo” del proprio grasso corporeo nel seno per ingrandirlo, non è privo di rischi. Lo spiega Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva, estetica e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano: “Molte donne sane potrebbero avere alcune cellule tumorali dormienti, ancora non invasive, che magari rimangono tali per anni o per sempre, oppure no”.

 

Negli Usa la tecnica è stata sconsigliata per anni dalla Società americana di chirurgia plastica contro il lipofilling al seno per il rischio proprio con i tumore dei tumori. Solo dal 2000 si è cominciato a trattare con questa tecnica esclusivamente le donne già operate di tumore, ma con non più di 100-200 cc di grasso. Ci sono casi in cui si arrivano a “imbottire” le mammelle a dismisura con oltre 1 chilo di grasso per lato. Con rischi che si moltiplicano e di fronte ai quali la scelta di una protesi al silicone di buona qualità, con gel coesivo e anatomica rappresenta ancora l'opzione più sicura.

 

“È importante mantener fede a un principio ideale di salute della donna in ogni operazione al seno eseguita - aggiunge Riggio - selezionando la tecnica chirurgica meno invasiva e impiantando il materiale più sicuro, senza lasciarsi corrompere dalle mode passeggere e dai facili guadagni che possono girare rovinosamente nel mondo della medicina e della chirurgia estetica”.

 

I rischi - “I rischi potenziali sono di due tipi, quelli benigni, noti da tempo ai chirurghi e proporzionali alla quantità di grasso inserito e alla zona del seno da riempire che se sbagliata può produrre cisti, granulomi, macrocalcificazioni e deformazione - afferma il chirurgo -. E poi ci sono rischi sconosciuti, ovvero non ancora studiati, che concernono però quei lipofillings dove si concentrano volutamente fattori di crescita e cellule staminali potenziate. Ma le staminali adulte presenti nel grasso rappresentano solo l’1-5% del totale e non ci sono studi scientifici seri, in grado di rassicurare sulla possibilità che queste cellule stimolino anche la crescita dei tumori negli anni successivi”.

di c.c.
Pubblicato il 06/03/2012