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La dislessia si può riconoscere prima di iniziare a leggere. La scoperta è italiana

Nei bambini di due anni i problemi di attenzione spaziale visiva - abilità di estrarre informazioni rilevanti inibendo le informazioni irrilevanti - potrebbero risultare connessi alla dislessia evolutiva (disturbo nelle abilità di lettura che colpisce fino al 17% della popolazione scolastica) molto di più rispetto ai deficit di linguaggio registrati alla stessa età. È quanto emerge da uno studio, tutto italiano, pubblicato su Current Biology: i ricercatori dell'università di Padova spiegano che questa scoperta potrebbe segnare un cambiamento radicale nella teoria intorno alla dislessia evolutiva, aprendo la strada a nuovi approcci per l’identificazione precoce del disturbo.

 

I ricercatori del Developmental & Cognitive Neuroscience lab del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova guidati da Andrea Facoetti hanno studiato un gruppo di bambini per tre anni, seguendoli dalla scuola materna fino alla seconda elementare, verificando lo sviluppo della loro attenzione spaziale visiva.

 

«I deficit di attenzione visiva, testati prima dell’acquisizione della lettura, sorprendentemente predicono molto meglio le abilità di lettura successive in confronto alle abilità di linguaggio misurate anch’esse prima dell’acquisizione della lettura - spiega Facoetti -. Visto che recenti studi hanno dimostrato che specifici programmi di riabilitazione possono migliorare le abilità di lettura, i bambini a rischio di dislessia potrebbero essere trattati con programmi di prevenzione basati sull’attenzione visiva spaziale ancor prima dell’acquisizione della lettura».

di red.
Pubblicato il 12/04/2012