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Chirurgia

Nuovi dubbi sul cancro alla prostata:
«L'intervento non allunga la vita»

Non c’è accordo intorno alla diagnosi e alla terapia del cancro alla prostata. Secondo uno studio inglese, il Prostate Intervention Versus Observation Trial, la prostatectomia, la rimozione chirurgia della ghiandola colpita dal tumore, sarebbe inutile in quanto non garantirebbe una maggiore sopravvivenza del paziente. In sostanza, dicono i ricercatori guidati da Timothy Wilt, il cui lavoro è stato ripreso con molta evidenza dal quotidiano britannico The Independent e presentato a Parigi durante un congresso di urologia, tra i 731 uomini con tumore alla prostata, seguiti per un arco di tempo di 12 anni, coloro che si erano sottoposti all’intervento avevano avuto benefici davvero modesti, meno del 3% in termini di prolungamento della vita. 


Gli stessi dubbi avvolgono da tempo anche la fase di prevenzione del tumore alla prostata, con voci alterne e discordanti sull’utilità degli strumenti diagnostici tradizionali. Uno studio recente del Karolinska Institutet (Svezia), ad esempio, considera inutili gli screening periodici per l’identificazione del rischio di cancro alla prostata: i dati confuterebbero l’idea che cercare in anticipo i segni del tumore possa migliorare la prognosi in caso di malattia.

 

Un altro recente studio, pubblicato su Bmj dai ricercatori del Memorial Sloan Kettering Medical Center di New York punta ad un unico esame a 60 anni di età di ricerca del Psa, l’antigene prostatico specifico - la cui validità è ancora sottoposta ad un serio lavoro di indagine -  in modo da individuare due gruppi di uomini: un gruppo con alti livelli di Psa - nove morti su dieci appartengono a questa categoria - e uno con livelli medi o bassi, al quale consigliare controlli successivi. Secondo gli specialisti americani, questo tipo di approccio darebbe una buona soglia di garanzia: circa il 50% della popolazione avrebbe la certezza che dopo i 60 non si verificherà un’evoluzione maligna della propria condizione.In Italia circa 11.000 uomini ogni anno ricevono una diagnosi di cancro della prostata. Di questi poco più di 1000 hanno un’età inferiore ai 65 anni. Si tratta del primo tumore maschile per incidenza, colpisce infatti il 12% degli uomini.

 

di red. (30/04/2012)

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