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Teatro

Teatro e letteratura
arrivano in corsia:
per umanizzare le terapie

Si chiama "Letteratura e teatro in corsia", ed è il primo laboratorio di ricerca nato in Italia per umanizzare le terapie attraverso l’arte. L'idea nasce dalla collaborazione di Rosalba Panzieri, scrittrice e attrice, con Massimo Santini, direttore del dipartimento cardiovascolare dell’ospedale San Filippo Neri di Roma e presidente della Società mondiale di aritmologia, e Vincenzo Loiaconi, primo cardiochirurgo del San Filippo Neri ad aver aderito al progetto. L'obiettivo è sostenere l'individualità e favorire la conoscenza del percorso terapeutico, trasformando il consenso informato in vera consapevolezza. "Una novità assoluta nel panorama sanitario e culturale italiano - spiega Panzieri, che nel 1982 fu la prima bambina a essere operata a cuore aperto - poiché per la prima volta letteratura e teatro entrano nelle corsie degli ospedali come strumenti di ricerca scientifica".


"In Italia si portano letteratura e teatro in diversi ambiti di disagio e di interesse sociale, ma finora nessuno ha avuto il coraggio di entrare dentro le corsie, dove il dolore si fa denso e il silenzio si stende sulle paure inespresse. Il gesto teatrale – spiega Panzieri - è un modo per rimodellare lo spazio ospedaliero in una forma più familiare, più vicina all'interezza dell'individualità che va preservata in ogni modo durante la malattia. Con questo laboratorio si consegnano degli ‘elettrocardiogrammi dell'anima’ a cui i nuovi medici dovranno far riferimento per guardare la malattia dal di dentro, dal punto di vista dell'uomo prima ancora che dall'analisi delle patologie".


Il tentativo, spiega Santini, è quello di restituire dignità al paziente "che non sia né una malattia, né un numero di un letto, ma una persona da accogliere con tutto il suo bagaglio emotivo. Con questo innovativo progetto l'umanizzazione della medicina diventa una realtà concreta, i cui esiti verranno condivisi con tutti gli ospedali che vorranno aderire al progetto". Un progetto rivoluzionario secondo Loiaconi: "Attraverso la pari partecipazione di scienza e arte verranno redatti nuovi vocabolari per offrire sostegno al confronto medico-paziente, come alleati nell'obiettivo della guarigione".

 

di m.c. (03/05/2012)

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