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Oppioidi contro il dolore: l’80% li giudica necessari

Se l`accesso alle cure palliative resta ancora un percorso ad ostacoli, meno difficile nel caso dei malati oncologici, faticoso quando non impossibile per tutte le altre patologie, la consapevolezza della loro importanza cresce nell`opinione pubblica. Lo conferma un sondaggio Ipsos voluto dalla Federazione Cure Palliative che verrà presentato durante il Congresso Sicp.
Più informazione. Rispetto all`indagine del 2000, più persone sanno oggi cosa sono le cure palliative: il dato è cresciuto del 7%, dal 38% al 45% del campione totale. L`errore più frequente resta quello di confonderle con l`omeopatia: lo commettono il 21% degli intervistati. Più informate risultano essere le persone occupate, tra i 35 e i 55 anni, residenti al Nord. Cresce anche la conoscenza delle strutture: 1 su 5 conosce quali forniscono le cure, 1 su 4 conosce la realtà degli hospice. Ma il dato di maggior rilievo è sicuramente il grado di consapevolezza dei cittadini sul diritto alle cure:  l’80% le ritiene utili, necessarie e di competenza principalmente del Sistema Sanitario Nazionale. La maggior parte della popolazione, in caso di necessità, preferirebbe l’assistenza domiciliare (70%) all’hospice (21%).
“Se da un lato è confortante rilevare che quasi tutti i cittadini italiani ritengono le cure palliative un diritto acquisito e l’uso degli oppiacei necessario - afferma Francesca Crippa Floriani, presidente delle Fcp - dall’altro bisogna prendere atto che in gran parte del Paese questo diritto non è fruibile e l’uso dei farmaci è ancora ostacolato dalla burocrazia che li imbriglia”.
L’ultima e nuova domanda rivolta al campione riguardava, infatti, l’uso degli oppiacei per il controllo del dolore severo. Oltre l’80% della popolazione ha dichiarato di approvarlo. Questa necessità è espressa con più forza dai soggetti che dimostrano di possedere un elevato livello di informazione e in particolare da coloro che hanno avuto familiarità con il problema. Una sensibilità che, tuttavia, fa i conti con le difficoltà di accesso, strutturali ed economiche e, appunto, burocratiche.
"Come è possibile che questo Paese, nonostante il volere della gente, sia ancora fanalino di coda nell`utilizzo di questi farmaci?", è l`amara domanda di Furio Zucco, presidente del Comitato scientifico del Congresso Sicp e direttore dell`Unità di cure palliative dell`Azienda ospedaliera "G. Salvini" di Garbagnate. “Nonostante questo ampio consenso popolare relativo all’uso di farmaci in grado di alleviare le sofferenze e il dolore, - conclude Zucco - nessun segnale di impegno concreto è sinora arrivato dal nuovo Parlamento in merito alla semplificazione della prescrizione degli oppiacei, necessari per una buona terapia del dolore dei malati terminali".

di cosimo colasanto
Pubblicato il 01/11/2008