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Una postura eretta può far tornare il sorriso (e scacciare la depressione)

Una postura tonica e una camminata energica fanno bene all'umore e possono ridurre il “peso” di depressione e nervosismo. Lo conferma uno studio della San Francisco State University che ha riconosciuto il rapporto, spesso sottovalutato, tra postura e sfera psicologica. Acquistare o riacquistare un modo di camminare vitale, spiegano gli esperti, rinforza anche la percezione di sé e delle spazio e alimenta una visione della vita più positiva.  

 

LA RICERCA - Se quando si è depressi si tende a guardare in basso e a camminare con la schiena curva, quasi cercando di nascondere il proprio stato a tutti, questo è perché il legame è più stretto di quanto si pensi, affermano i ricercatori americani guidati da Erik Peper che sulla rivista Biofeedback hanno pubblicato i risultati di un esperimento interessante.  I ricercatori hanno “arruolato” un gruppo di 110 volontari invitati a camminare lungo un corridoio in due modi diversi: prima dovevano percorrerlo assumendo una postura “abbandonata”, poi con piccoli saltelli. In seguito, sono stati sottoposti ad alcuni test per misurare i livelli di energia. Quando la misurazione era effettuata dopo aver tenuto un'andatura “rilassata” gli indici energetici erano più bassi, crescevano invece in maniera significativa se la misurazione avveniva dopo la camminata “saltellante”. Una prova, commentano i ricercatori, "che cervello e corpo sono in un rapporto bidirezionale”, influenzandosi a vicenda e che “quando si sceglie di assumere una postura diversa è più difficile cadere in depressione”.  

 

POSTURA E FELICITA' - “La prima posizione che si assume nella vita è la posizione fetale – spiega Jacques Lamarche, Osteopath D.O ed esperto in Biomeccanica Clinica del Centro Medico di Neurofisiologia e Biomeccanica applicata alle disfunzioni pelvi-perineali di Milano - che permette di sviluppare un 'io' fisico, la vita vegetativa, le sensazioni”. In quella fase la posizione "raggomitolata" coincide con il senso di “sicurezza del bambino, che raccolto nel grembo di sua madre sviluppa sicurezza interiore e fiducia, ma pochi riescono – continua l'esperto - a prolungare queste sensazioni di sicurezza nella vita fuori dall'utero”.

 

La posizione verticale è il risultato di “un flusso posturale di crescita sostenuto da esperienze psicofisiche”, ma qualcosa può ostacolare un rapporto sano tra psiche e postura. “Una società frenetica e la competizione possono portarci molto rapidamente lontani da una postura stabile e rassicurante”, ricorda Lamarche e, come dimostra lo studio americano, tutto questo “crea una iniziale instabilità posturale che comporta una conseguente instabilità emotiva e del comportamento”.

 

REGOLE ANTI-DEPRESSIONE – Bisogna cominciare dalla funzione tonica “che è il primo supporto della postura” poiché è “un mediatore essenziale delle nostre attitudini sensoriali e motrici”, spiega Lamarche, e rappresenta “il punto d'appoggio della postura”. Per una buona salute psicofisica serve, quindi, “un lavoro sui piedi, sulla relazione col suolo, sugli appoggi, sulla sensorialità e sull'integrazione delle funzioni propriocettive”, raccomanda l'esperto, “attraverso un approccio che tenga insieme tutte le tecniche dirette a recuperare una mobilità fisiologica ottimale, quella che comporta il minimo grado di tensione”.    

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 09/10/2012