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Vivere fino a 120 anni
Scienza e medicina
alla prova

Vivere tutti fino a 120 anni? Forse in futuro. L`importante è che vivere di più significhi anche vivere meglio. Esperienza che rientra nella filosofia del progetto Quo Vadis della Fondazione San Raffaele: tecniche sperimentali, informatiche e nutrigenomiche messe al servizio della salute.
Inaugurato un anno fa, il centro figlio del San Raffaele di Milano punta a distinguersi dai normali presidi ospedalieri per la sperimentazione di nuove tecniche in grado di fornire assistenza anche a distanza, con lo scopo di diventare un luogo del “Ben-essere”. È la prevenzione il "cuore" della nuova struttura che sta sorgendo a Lavagno, vicino a Verona. Spazio quindi alla medicina nutrigenomica: centrali l`alimentazione e un corretto stile di vita. Con l`obiettivo di allungare l`esistenza, ma anche la sua qualità.
“Quando nacque il San Raffaele di Milano più di 50 anni fa - ha ricordato il fondatore, don Luigi Verzè, durante un convegno organizzato dalla Fondazione Veronesi - da subito diede esempio di culto della persona inferma come immagine viva di Dio. Era il primo livello. Poi alla sanità si affiancò l`indispensabile ricerca scientifica. Era il secondo livello. Ora – conclude don Verzè - è tempo di lanciare il terzo livello e imprimere la massima vitalità alla vita sana”. Cercando di renderla il più lunga possibile, magari fino a 120 anni, come recita lo slogan del progetto.
Il centro si sta sviluppando su 15 fabbricati, su un`area di 500 mila metri quadri, dotata di un eliporto, quattro campi da tennis e tre di calcio. Il premier Silvio Berlusconi ha rilanciato il progetto dalle pagine della rivista Kos della Fondazione convinto  “che una vita più lunga di qualche decennio potrà diventare un obiettivo raggiungibile”. Scrive Berlusconi che “i progressi della scienza ci fanno sperare in una nuova era: una vita più lunga è un obiettivo raggiungibile” e pertanto occorre favorire questo sviluppo scientifico, compito che spetta in primo luogo a “chi si occupa di politica, cioè degli altri". Sono questi ultimi, conclude il presidente del Consiglio che dovrebbero "impegnarsi anche su questo fronte: perché il tempo che l`uomo sta guadagnando si possa vivere nel migliore dei modi e con tutte le opportunità possibili”.

di nadia comerci

Data: 01/11/2008

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