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Obama contro McCain: il linguaggio del corpo verso la Casa Bianca

Il sorriso sexy-glamour di Barack Obama contro la mascella repubblicana di John McCain. Il duello per la Casa Bianca non è solo questione di bandiere, asinelli democratici contro elefantini conservatori.
La partita mediatica, a poche ore dal voto, si è giocata anche con altri mezzi, tutti attentamente dosati dagli strateghi dei due staff elettorali. Con il linguaggio del corpo, ad esempio: una grammatica fatta di sguardi, sorrisi, pose più o meno plastiche, espressioni di slancio capaci di comunicare ottimismo, come gli indici puntati "verso il futuro" di Obama, o le posture rigide come querce, al limite del legnoso, quelle con cui l`eroe-veterano McCain esprime, o tenta di farlo, concretezza.
Due stili agli antipodi, non solo per una questione anagrafica, non solo per il colore della pelle. "Obama è un passionale, comunicativo, dinamico, mobile, talvolta anche troppo", McCain il suo esatto opposto "piantato a terra, rigido, interprete della solidità che piace ai conservatori", spiega Francesco Padrini, psicoterapeuta ed esperto della lettura del linguaggio del corpo.
"Il tratto saliente di McCain è quello che gli americani chiamerebbero grounding: il senatore repubblicano si mostra ancorato alla terra come una roccia - aggiunge l`esperto - . Tutto del vecchio veterano, sia l`area mandibolo-mascellare rigida e simmetrica sia gli occhi incavati e la bocca sono molto controllati per esprimere solidità e pragmatismo". Un carattere che piace agli elettori dell`America profonda.
Resta il problema generazionale, quel quarto di secolo che lo divide dal suo rivale, a cui si aggiungono voci non sempre ottimistiche sul suo stato di salute e i suoi molti pacemaker. Un problema che lo staff del canuto senatore dell`Arizona ha cercato di risolvere sparando gli ultimi fuochi della campagna elettorale: un`apparizione con un bodyguard d`eccezione, il governatore-terminator della California Arnold Schwarzenegger. "Quella foto in coppia conferma lo stile comunicativo da mastino di McCain: il suo corpo, incollato ai talloni comunica decisionismo, concretezza, ma anche introversione e poco senso della diplomazia". Insomma, un`icona che incarna l`atteggiamento di chi, anche quando le cose vanno male, svolge "il ruolo del comandante in capo che abbandona la nave per ultimo".
Neanche a dirlo, Barak Obama viene da un altro pianeta. "Se McCain è sotto il segno di Marte, Obama è un mercuriano - dice Padrini -. Passionale, umorale, con i tratti del viso aperti ed espressivi che attraggono e suggeriscono fiducia e coinvolgimento". Gli stessi che gli hanno permesso di fare incetta di fondi elettorali arrivando alla cifra record di 600 milioni di dollari. "Sia il volto che la voce di Obama hanno una fortissima carica energetica che piace ai giovani e alle donne - analizza Padrini -. È un intuitivo, rapido nei movimenti, curioso, dotato di una spiccata intelligenza verbale".
Gli spin doctor che costruiscono l`immagine pubblica dei candidati la sanno lunga anche su spazio, corpi e prossemica. Suggeriscono di dosare il 60% del peso corporeo sulla parte anteriore dei piedi, sulle balls of the feet per dirla all`americana, e il 40% sui talloni. Cosa che riesce meglio ad Obama, mentre McCain si sbilancia troppo sui talloni "come se volesse stare sulla difensiva". Però l`estrema mobilità gestuale del candidato giovane può rappresentare anche un difetto: "Saltellare verso il palco, sfarfalleggiare con le mani può andar bene, basta che dopo, quando ci si ferma, si dia l`impressione di non vacillare".
Se il democratico dovesse diventare presidente le cose però potrebbero cambiare. La velocità di Obama, che vola in 48 ore, andata e ritorno, dalla nonna malata alle Hawaii, potrebbe però non essere una strategia vincente sul lungo periodo: "Trasmette dinamismo, ma anche un senso di vuoto". Non proprio quello che ci si aspetta dal successore di Abramo Lincoln. Sarà per questo che il democratico, nel film-spot di 30 minuti trasmesso a reti unificate, messe da parte le corsette, le maniche di camicia e i "troppo etnici" pugni chiusi in segno di saluto, ha parlato lentamente, tenendo le mani davanti a sé come a reggere una scatola invisibile. "Un modo per catturare gli indecisi - conclude Padrini - con un linguaggio del corpo che esprima una direzione, delimitando un percorso chiaro, una strada precisa". Che sia quella verso la Casa Bianca lo si saprà solo tra poche ore.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 01/11/2008