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Fumo e donne: se smettono a 30 anni, la vita si allunga

Per smettere di fumare non è mai troppo tardi: la salute ci guadagna comunque. Meglio, però, chiudere con il vizio il prima possibile, soprattutto per le donne. Uno studio pubblicato su Lancet dai ricercatori dell'University of Oxford condotto su 1,3 milioni di donne nel Regno Unito ha infatti calcolato che le giovani donne che smettono di fumare entro i 30 anni allontanano definitivamente i rischi di mortalità per malattie legate al tabacco, quelle che si fermano intorno ai 30 perdono in media, rispetto alle non fumatrici, un mese di vita e quelle che, invece, riescono a ravvedersi entro i 40 muoiono un anno più giovani delle coetanee che non hanno mai acceso una «bionda». Le rappresentanti del gentil sesso che continuano a fumare, invece, muoiono in media 11 anni più giovani di chi non ha mai iniziato.

 

Reclutate tra il 1996 e il 2001 le donne - tutte nate tra il 1938 e il 1960, fumatrici (20%), ex-fumatrici (28%) e non fumatrici (52%) - sono state classificate in base all'età, al numero di sigarette fumate ogni giorno - se fumatrici - o in base agli anni in cui avevano smesso di fumare - se ex fumatrici - e poi riesaminate 3 e 8 anni dopo la fine dello studio.

 

I dati hanno dimostrato che anche coloro che fumano meno di 10 sigarette al giorno hanno maggiori probabilità di morire prima per malattie legate al fumo rispetto alle non fumatrici, e che a fare la differenza è il tempo trascorso a fumare, più che il numero di sigarette: «Fumare 10 sigarette al giorno per 40 anni è molto più pericoloso che fumarne 20 al giorno per 20 anni, e anche se si fuma solo qualche sigaretta al giorno si ha il doppio delle probabilità di morire durante la mezza età», spiega Richard Peto, uno degli autori allo studio, mentre - spiega - risulta più complesso misurare il rischio per la salute provocato dal «fumo sociale», che generalmente consiste in un paio di sigarette a settimana - in occasioni, appunto, di socializzazione.

 

Dai dati è emerso, spiegano i ricercatori, che l'eccesso di mortalità tra i fumatori rispetto ai non fumatori è principalmente dovuto da malattie che, come il cancro del polmone, possono essere causate dal fumo. Dal confronto con i tassi di mortalità britannici nazionali è emerso che i tassi di mortalità triplicano tra chi ha il vizio del fumo, che prima dell'80° compleanno muoiono in media il 22% dei non fumatori e il 53% dei fumatori, e che questi ultimi vivono in media 11 anni in meno.

di Miriam Cesta
Pubblicato il 29/10/2012