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Le leggi antifumo funzionano: meno ospedalizzazioni per ictus, infarti e asma

Un calo delle ospedalizzazioni - 15% in meno per infarto, 16% in meno per ictus e 24% in meno per malattie respiratorie tra cui asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva - accompagnato dalla riduzione dei costi dell'assistenza sanitaria e da un miglioramento della qualità della vita: è l'obiettivo raggiunto grazie alle leggi che impediscono di fumare nei locali pubblici e nei posti di lavoro. Pubblicato su Circulation, una delle riviste dell'American Heart Association, lo studio è stato condotto dai ricercatori della University of California, San Francisco (Usa).

 

I ricercatori hanno incrociato i dati di 45 studi pubblicati sull'argomento realizzati in città di diversi Paesi tra cui Usa, Nuova Zelanda e Germania, coperte da 33 diverse leggi antifumo. E hanno rilevato che le normative di più ampia portata - quelle che comprendono cioè il divieto in ristoranti e bar, nonché nei luoghi di lavoro - hanno dato vita a grandi cambiamenti, spiegano i ricercatori. Viceversa, «le persone, i professionisti della salute e i responsabili politici devono capire che le deroghe e le lacune delle normative, come l'esenzione nei casinò, condannano più persone a finire in pronto soccorso - spiega Stanton Glantz, supervisore dello studio -. Questi ricoveri inutili sono il costo reale che deriva dal non riuscire a mettere in atto una completa legislazione antifumo».

 

Le leggi antifumo sono molto importanti, scrivono gli studiosi, perché «riducono l'esposizione dei non fumatori al fumo passivo e creano un ambiente che aiuta i fumatori a ridurre o a chiudere con il vizio».

di Miriam Cesta
Pubblicato il 07/11/2012

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