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Maternità: allattare e lavorare è possibile. Ecco come

Continuare ad allattare in concomitanza con il rientro a lavoro, per la neomamma, è tanto difficile quanto importante: importante perché, continuando ad allattare, si mantiene saldo l'indispensabile legame madre-figlio, fatto di nutrimento, anticorpi e benessere psicologico per entrambi; difficile perché, una volta rientrata nel tran-tran quotidiano lavorativo, la mamma può subire un distacco traumatico e degli stress che possono farla desistere dal continuare ad allattare il piccolino rimasto a casa. La legislazione vigente in materia di diritto alla maternità, le modalità più efficaci per tirarsi il latte per quando si è fuori casa e per conservarlo al meglio e i consigli per gestire al meglio il rientro al lavoro affinché non sia troppo difficoltoso sono solo alcuni degli argomenti trattati nel libro «Lavoro e allatto. Metodi semplici ed efficaci per farlo bene e senza stress» (Bonomi editore) di Tiziana Catanzani, consulente professionale in allattamento materno IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant certification).

 

Nel libro l'autrice risponde in modo semplice e diretto ai dubbi che più frequentemente assalgono le neomamme: Posso tornare a lavorare dopo la nascita del bambino e continuare ad allattarlo? Come faccio a tirarmi il latte sul posto di lavoro? Il latte materno può essere conservato? Il biberon è necessario? La legge italiana sostiene in modo concreto la mia scelta di allattare?

 


«In Italia ancora oggi la maternità è percepita come fatto privato nonostante nei principi teorici si affermi il contrario - si legge nel volume -. A fronte di una legislazione in materia di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori tra le più avanzate del mondo, nel nostro paese è drammaticamente alta la percentuale delle donne che smette di lavorare dopo la nascita di un figlio e la maternità è al primo posto tra le cause di tale abbandono». E tra le “sopravvissute”, che fine fa l’allattamento? «Lavorare e proseguire l’allattamento si può. Basta conoscere alcune fondamentali regole di buonsenso e di organizzazione per gestire la separazione dal neonato, il suo affidamento ad altri familiari e/o all’asilo, la sua nutrizione in assenza della mamma».

di m.c.
Pubblicato il 03/01/2013