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Addio all'infiammazione grazie alla dieta mediterranea

La dieta mediterranea contrasta l'infiammazione e lo fa in tempi relativamente brevi. Bastano, infatti, 6 settimane di un'alimentazione basata sui principi di questo regime per poter ottenere dei risultati significativi. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio pilota condotto all'Università di Auckland da Lynn Ferguson, esperta di nutrizione interessata a trovare un metodo per ridurre i livelli di infiammazione che compromettono la buona salute di chi soffre di malattie infiammatorie intestinali.

 

“L’infiammazione – ha spiegato Ferguson - può essere il catalizzatore di malattie umane croniche, inclusi l’Alzheimer, le patologie cardiovascolari e alcuni tumori, così come diversi disturbi autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il morbo di Crohn e il diabete di tipo 2”. Per verificare le potenzialità della dieta mediterranea, Ferguson ha inizialmente testato i suoi effetti su 30 volontari senza particolari problemi di salute, ma abituati a un regime alimentare poco sano. Per monitorare l'infiammazione sono stati valutati i livelli di molecole associate a questo processo all'inizio e alla fine delle 6 settimane di dieta, durante le quali ai partecipanti è stato chiesto di seguire lezioni tenute da dietisti esperti, di non assumere cibi raffinati o processati e di aumentare il consumo di alimenti tipici della dieta mediterranea (come pesce, verdura, cereali integrali e olio d'oliva). Negli ultimi 4 giorni di dieta i volontari hanno inoltre compilato un diario alimentare.

 

I dati raccolti hanno dimostrato che seguire per 6 settimane i principi della dieta mediterranea riduce i livelli di infiammazione. “E' un risultato degno di nota – ha commentato Ferguson - perché mostra che persone nella media, molte delle quali giovani e senza problemi di salute, possono, attraverso un miglioramento dell’alimentazione, modificare significativamente i marcatori biologici che indicano il rischio che possano sviluppare più avanti una malattia cronica”. Per il prossimo mese di marzo sono attesi i primi risultati degli studi condotti sui pazienti affetti da disturbi intestinali di tipo infiammatorio.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 18/01/2013