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Miao Miao, Shaboo, Mister Chuch Boom delle droghe furbe

Droghe nuove, nuovissime. Al punto che tenerne il conto diventa impossibile anche per i "detective" che cercano di scovarle nel supermarket mondiale del Web. Hanno nomi accattivanti, furbi, come Miao Miao, Shaboo, Mister Church: facilitano il passaparola  landestino. Sono sostanze psicoattive di derivazione chimica che imitano l'attività di amfetamine ed extasy, preferite dagli assuntori più giovani e anche dagli spacciatori, piccoli e grandi, in tempi di crisi costretti a trovare alternative redditizie al calo dei prezzi della cocaina. 

 

Spuntano come i funghi, tanto che Fabrizio Schifano dell'Università dell'Hertfordshire calcola la cifra di 670 di nuove droghe. L'ultima cifra è stata fornita a margine del convegno organizzato dall'Osservatorio sulle Dipendenze, in cui gli esperi hanno fornito un nuovo dato allarmante: il 60% degli adolescenti ne ha provato almeno una. Si smerciano velocemente e facilmente, attraverso canali illegali di più rapida gestione. "Da quanfo la cocaina è diventata più economica - spiega Schifano - le organizzazioni criminali hanno iniziato a cercare altri mercati”. Schifano è uno dei promotori della rete europea RedNet: una piattaforma per raccogliere e scambiare informazioni sulle new drugs. In pratica dei detective che monitorano la Rete alla ricerca di nuove sostanze. Negli ultimi anni gli esperti hanno visto un vero e proprio boom di 'droghe nuovissime', in qualche caso addirittura legali, che hanno invaso tutta l'Europa.

"Negli ultimi due o tre anni c'è stato un vero e proprio boom e mentre prima impiegavano un paio d'anni a uscire fuori dalla Gran Bretagna ora anche in Italia arrivano 'in tempo reale'", spiega Schifano. Il mercato nel nostro paese è il secondo in Europa, spinto anche dal web. Un motore di ricerca, il forum giusto e nel giro di 24 ore il pacco anonimo è a casa. Droghe che aggirano tranquillamente i controlli doganali, ma anche quelli dei regolamenti. Chi le produce, infatti, ingaggia una vera competizione con le autorità utilizzando abilmente le tabelle delle sostanze lecite e di quelle vietate per produrre droghe ricreazionali o stimolanti, ma lecite per la legge di alcuni stati.

 

''Queste droghe hanno ormai la maggioranza del mercato, fino al 70%", ha spiegato Antonio Di Tommaso, Responsabile Ufficio Accertamenti Tecnici di Polizia Giudiziaria Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. A fare da apripista è stata la Spice. Un miscuglio di sostanze di sintesi e spezie dagli effetti stupefacenti: conosciuta in Italia con nomi differenti, “spice” o “genie”. Venduta come incenso o profumatore di ambienti, la “spice” è composta da una sostanza 10 volte più psicoattiva del Thc. Provoca allucinazioni, vomito, stati di agitazione. A destare allarme negli ultimi mesi è stata la codeina, un analgesico che viene utilizzato per la conversione in "Krokodil" (desomorfina). Sui social network girano le foto dei suoi effetti devastanti sul corpo dei tossicodipendenti. Foto mostruose, che arrivano dalla Russia, dove la droga va forte, accanto ad altre false, dei "fake" che alimentano il terrore. Quello che è vero è che questa sostanza manipolata in laboratori fai da te finisce per provocare la morte dei tessuti molli e dei muscoli, deformando il corpo degli utilizzatori. Poi ci sono i derivati ​​sintetici di cocaina, ancora la Salvia divinorum, ketamina e derivati della ​​fenciclidina. 

 "Un esempio di quello con cui abbiamo a che fare è la ketamina, la cosiddetta 'special K' - racconta Schifano - non abbiamo fatto in tempo a metterla nella tabella che è venuta fuori la 'special M'. Poi c'e' tutta una serie di sostanze, come quelle contenute in alcune piante abbastanza comuni o in farmaci legali, che se prese in quantità elevata hanno effetti stupefacenti. Quello che preoccupa è che queste molecole hanno una elevata tossicità, e una singola assunzione può diventare fatale, ma i medici quando si trovano davanti il ragazzo non hanno idea di cosa abbia preso. L'unica strategia è tornare all'anamnesi con carta e penna, cercando di entrare in confidenza con il paziente e farsi raccontare che cosa ha preso"

di red.
Pubblicato il 21/02/2013