Logo salute24

Tumori, da Nord a Sud la sopravvivenza è la stessa

Nelle regioni del Nord Italia i tumori vengono diagnosticati più precocemente di quanto non si riesca a fare al Sud. A svelarlo è lo studio Eurocare-5, pubblicato dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano su Cancer Epidemiology, secondo cui le differenze riscontrate dipenderebbero da uno squilibrio nell'uso degli strumenti diagnostici più avanzati. nonostante questa differenza, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi non è molto diversa nelle differenti regioni. Se, infatti, al Nord è vicina all'89%, al Sud si attesta attorno un non molto diverso 85%.

 

Analizzando i dati raccolti da 14 Registri Tumori presenti nella banca dati dell'Airtum (l'Associazione Italiana Registri Tumori) gli esperti hanno ad esempio rilevato che per quanto riguarda il tumore al seno nelle regioni del Nord la diagnosi avviene ad uno stadio precoce nel 45% dei casi, mentre al Sud i casi con metastasi alla diagnosi sono più frequenti. A Napoli e Ragusa, ad esempio, l'identificazione precoce avviene solo nel 26% delle pazienti. Concentrando, invece, l'attenzione sui trattamenti successivi alla diagnosi è emerso che a parità di età e di stadio alla diagnosi la probabilità che si effettui un intervento conservativo (che non preveda, cioè, l'asportazione della mammella) a Napoli o a Sassari è inferiore del 30-40% inferiore alla media italiana.

 

Secondo gli esperti dell'istituto meneghino “l'adesione a standard diagnostico-terapeutici internazionali, quindi, è in generale soddisfacente al Centro-Nord e carente al Sud. Per il tumore della mammella, la scarsa applicazione di linee guida nelle aree di Sassari e Napoli è attribuibile non solo alla scarsa disponibilità di strutture radioterapiche (che quindi induce il chirurgo ad effettuare trattamenti più radicali al fine di prevenire le recidive loco regionali, in assenza di radioterapia), ma anche a un insufficiente aggiornamento professionale e alla frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici”.

 

Salvatore Palazzo, Vice Presidente del Collegio dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo), ha spiegato che i tassi di sopravvivenza riscontrati indicano che “forse la faticosa e costosa 'ricerca dell'altrove' e della migrazione sanitaria dal Sud non porta probabilmente quei miglioramenti risolutivi sperati rivolgendosi al Nord” e che i risultati di questo studio indicano che “nonostante tutte le difficoltà in cui versa l'Oncologia Medica del Sud, i pazienti possono assolutamente essere tranquillizzati”.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 06/02/2013