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Fa bene al lavoro: elogio della pigrizia

“Dovrei prendermi una vacanza”. Pronunciata molte volte in preda a crisi da superlavoro e capace di alimentare sensi di colpa, questa frase potrebbe essere in realtà la ricetta giusta per essere più efficienti in ufficio. Riposo e pause, infatti, aiutano a lavorare meglio secondo uno studio della Stanford University pubblicato sulla rivista Sleep che ha voluto mettere alla prova l'ipotesi su un campione di 800 atleti della squadra di basket dell'Ateneo.

 

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I ricercatori guidati da Cheri D. Mah hanno fatto indossare uno strumento, un actigrafo da polso, ai volontari per 24 ore al giorno in modo da misurare con certezza il numero totale di ore di riposo. Il calcolo serviva per mettere a confronto il dato con gli indici di performance, un parametro in grado di misurare la prestazione fisica in campo durante gli allenamenti e le partite. Ebbene, secondo lo studio, dormire un numero sufficiente di ore, più di otto, e persino 10 contando anche le pennichelle pomeridiane, aumenterebbe la capacità atletica, la precisione del tiro e i punti da 3 realizzati. Un incentivo anche per coloro che non seppure non debbano fare un canestro da lontano, anno la necessità di arrivare a fine giornata o a fine turno senza sentirsi con un limone spremuto.

Un altro studio, questa volta dell'Università di Harvard condotto da Sara Mednick ha dimostrato che le pennichelle fanno bene alla memoria. Con 30-60 minuti si fissa meglio quanto appreso. I dati mostrano che i ricordi si affievoliscono e le azioni diventano meno coordinate con il passare del tempo. Ma basta dormire per ricordare meglio.

di Redazione
Pubblicato il 20/02/2013

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