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Fibromialgia: le cause della sindrome invisibile che colpisce le donne

La fibromialgia è una patologia cronica caratterizzata da fitte muscolari, stanchezza e dolore acuto in risposta a una leggera pressione in diversi punti del corpo. È anche definita "sindrome invisibile" perché considerata, a torto, un effetto "collaterale" della depressione piuttosto che per quello che è davvero, una malattia grave e talvolta inabilitante. Si tratta di una patologia, i cui sintomi sono correlati a una disfunzione nelle aree del cervello in cui viene elaborato il dolore. È quanto emerge in uno studio pubblicato su The Journal of Nuclear Medicine dai biofisici del Centro di medicina nucleare La Phocéanne di Marsiglia che hanno evidenziato la presenza di anomalie dell`irrorazione sanguigna del cervello in pazienti affetti da fibromialgia.
La sindrome è una delle più comuni cause di dolore muscolare e di disabilità e, solo per fare un esempio numerico, colpisce da 3 a 6 milioni di americani, di cui l`80-90% sono donne. Anche se la fibromialgia è spesso considerato una condizione correlata all`artrite, non provoca una reazione infiammatoria o danni alle articolazioni o ai muscoli. Tuttavia, i suoi sintomi  interferiscono, spesso significativamente, con la capacità di svolgere le normali attività quotidiane.
La ricerca è stata condotta su un gruppo di pazienti in cui era stata diagnosticata la fibromialgia e su uno di donne senza problemi. Tutte avevano il compito di rispondere ad un questionario per determinare la sensibilità al dolore e i legami con ansia e depressione. In seguito sono state anche sottoposte alla Spect, una tecnica utilizzata per diagnosticare l`irrorazione del sangue nelle diverse aree cerebrali. I risultati hanno confermato che le pazienti affette dalla sindrome erano esposte ad anomalie nella perfusione del cervello rispetto ai soggetti sani. Tali disturbi, tra l`altro, erano direttamente associati alla gravità della malattia. Un aumento di irrorazione è stato riscontrato nell`area deputata a identificare l`intensità del dolore, mentre una diminuzione era presente nelle aree coinvolte nella risposta emozionale al dolore.
Eric Guedj, il coordinatore dello studio, spiega che "queste anomalie funzionali sono risultate indipendenti da stati di ansia e depressione". Pertanto "la fibromialgia può essere collegata - prosegue lo scienziato - a un piano globale di disfunzione cerebrale di elaborazione del dolore". Deve dunque essere trattata con la dovuta considerazione. "Questo studio dimostra che i pazienti presentano effettivamente differenze di perfusione cerebrale rispetto ai soggetti sani, e - conclude Guedj - rafforza l`idea che la fibromialgia sia una vera e propria malattia".

di nadia comerci
Pubblicato il 06/11/2008

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