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L'ora legale non minaccia il buon sonno, il nemico è lo stress

L'arrivo della primavera, si sa, mette un po' di sonnolenza. Come se non bastasse quest'anno il passaggio all'ora legale coincide con l'inizio di aprile, il mese del “dolce dormire”. Gli esperti, però, rassicurano: spostare le lancette avanti di un'ora non avrà gravi ripercussioni sul sonno. “Presunti effetti sfavorevoli sono ormai più un vezzo che un vero problema - spiega Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno onlus -. Pur esistendo la necessità che corpo e cervello, e con essi il nostro modus vivendi, si adeguino all'orologio convenzionale, controindicazioni e possibili effetti negativi non sono solo trascurabili, ma anche di breve durata”.

 

Il cambio dell'ora ricade, infatti, fra gli “scossoni” cui si è abituati a causa dello stile di vita occidentale moderno. “I ritmi quotidiani attuali, sempre più frenetici ed ansiogeni, i ripetuti spostamenti in aree urbane trafficate, la stessa complessità della vita di relazione e del mondo del lavoro ci hanno abituato a continui e spesso repentini cambiamenti delle nostre consuetudini – sottolinea Peverini -. Ci hanno assuefatto a convivere con dosi elevate di stress e a trovare rapidamente soluzione a molte situazioni critiche”. Non solo, essendo questa una situazione che coinvolge l'intera popolazione, sentirsi le uniche vittime dell'ora in meno di sonno è più difficile, perché “intorno a noi, tutti si muovono e operano secondo le nuove condizioni orarie, facendoci così sentire nel sistema”.

 

I veri nemici del sonno sarebbero, dunque, altri, ad esempio fare le ore piccole per lavorare di più o per utilizzare i social network e le preoccupazioni associate all'attuale crisi economica. Il problema, però, non riguarda solo gli adulti. Bambini e adolescenti continuano a dormire sempre meno e il 30% degli studenti ha lo stesso debito di sonno registrato fra i lavoratori turnisti. Nessuno di questi fenomeni ha a che fare con l'ora legale, che porterà, rassicura Peverini, lievi difficoltà nei primi 2 o 3 giorni che, però, saranno “ampiamente compensate dai vantaggi, a partire dal disporre un'ora in più di luce (…) oltre ai noti e irrinunciabili benefici del risparmio energetico''.

 

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di Silvia Soligon
Pubblicato il 26/03/2013