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Più 30% di suicidi per motivi economici Osservasalute 2012: troppi tagli alla sanità

Il rapporto: cresce il disagio sociale

Negli ultimi quattro anni i suicidi dovuti a motivazioni economiche sono aumentati del “20-30%” mentre “restano piccoli i numeri totali dei suicidi in Paesi come il nostro”. Lo ha detto Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, che oggi ha presentato il rapporto Osservasalute 2012.Il tasso dei suicidi, si legge nel rapporto, è in continuo aumento negli ultimi anni: nel biennio 2008-2009 si è attestato a 7,23 per 100.000 residenti dai 15 anni in su (nel 2009 se ne sono registrati 3870 contro i 3.607 del 2006). Il dato “può essere un segno, oltre che di patologia psichiatrica, del crescente disagio sociale”, si legge nel Rapporto Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma, frutto del lavoro di 184 esperti di Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, e che “va monitorato con attenzione anche al fine di prevedere un rafforzamento delle attività preventive e della presa in carico sanitaria e sociale di soggetti a rischio”. L'incremento osservato negli anni più recenti, osserva il Rapporto, si deve quasi esclusivamente a un aumento dei suicidi tra gli uomini (in particolare tra i 25 e i 69 anni) per i quali il tasso è passato da 11,70 (per 100.000) nel 2006 e nel 2007 a 11,90 (per 100.000) nel 2008 e 12,20 (per 100.000) nel 2009. A togliersi la vita è un uomo nel 77% dei casi (il tasso di mortalità e' pari a 12,05 per 100.000 per gli uomini e a 3,12 per le donne).

 

Gli italiani ricorrono sempre più di frequente al farmaco per “sedare” angosce e disagi sempre più spesso confusi con un disturbo depressivo: anche quest’anno prosegue, infatti, il trend di aumento del consumo di farmaci antidepressivi, come già visto nel precedente Rapporto. Il volume prescrittivo dei farmaci antidepressivi mostra un continuo aumento negli ultimi 10 anni: nel 2011 il consumo (in DDD/1000 ab die) di farmaci antidepressivi è di 36,1, contro un consumo di 8,18 nel 2000. “Ma non solo la popolazione è a rischio – avverte Walter Ricciardi - il pericolo investe anche la tenuta dello stesso Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Infatti, per quanto il Ssn stia lentamente migliorando la sua efficienza economica, anche in risposta alle sempre più pressanti richieste di razionalizzazione e più di recente alla spending review, il rischio è che all’aumento dell’efficienza non corrisponda un aumento di efficacia delle cure e quindi un miglioramento degli esiti delle stesse. La ricerca di efficienza, attuata con tagli all'offerta, in prospettiva, potrebbe comportare dei rischi per quanto riguarda l'accessibilità alle cure e di conseguenza l'efficacia del sistema nel produrre salute”.

 

di Redazione
Pubblicato il 29/04/2013