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Fumo: pneumologi contro le sigarette, anche quelle elettroniche

E chiedono studi indipendenti

Analogiche o elettroniche, per gli pneumologi dell'European Respiratory Society è uguale. Riuniti a Roma per fare il punto sulle malattie respiratorie, gli esperti lanciano l'allarme sul numero di fumatori. Ancora troppi quei 10,6 milioni di italiani che dipendono dalla sigaretta. Con l'effetto che la Bpco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, è divenuta la terza causa di morte al mondo, dopo tumori e infarto.

 

La malattia che toglie il respiro, causata da danni cronici agli alveoli polmonari – di cui il cocktail fumo e smog è il maggior responsabile - colpisce un italiano su dieci e 3-4 fumatori raggiungeranno nella propria vita la malattia conclamata. Per gli specialisti che hanno preso parte agli European Respiratory Days il bando alle sigarette ba esteso anche a quelle elettroniche. “Mancano dati certi sull'efficacia e la sicurezza della sigaretta elettronica, per questo fino a quando non si svolgeranno, come chiediamo, studi indipendenti a medio e lungo termine il giudizio rimane sospeso”, afferma Francesco Blasi, presidente della European Respiratory Society (Ers). Per Blasi “non esistono studi che ci dicano che effetti possono avere sull'organismo, soprattutto nel lungo termine, e non è neppure provato, come spesso si è detto, che servano a far smettere di fumare”. E per questo l'European Respiratory Society è decisa a confermare la posizione (uno “statement”) contro l'uso della sigaretta elettronica e per chiedere “studi indipendenti, magari finanziati a livello europeo, che quindi porterebbero le sigarette elettroniche ad essere controllate alla stregua dei farmaci”.

 

Ancora più duro Claudio Donner, amministratore della Fondazione italiana salute ambiente e respiro (Fisar). ''Importanti riviste mediche – dice Donner - stanno pubblicando studi riguardanti le sostanze contenute nelle sigarette elettroniche, con conclusioni non positive. Potrebbero in sostanza essere più dannose delle sigarette normali''.  

 

Proprio di questi giorni, è invece, la pubblicazione di un nuovo studio condotto da Konstantinos Farsalinos dell'Onassis Cardiac Surgery Center e Giorgio Romagna sulla rivista Inhalation Toxicology. Il vapore estratto da sigarette tradizionale e da e-cig è stato messo a contatto con i fibroblasti, cellule del tessuto connettivo. Dopo 24 ore di esposizione al fumo di tabacco, solo il 5,7% delle cellule sono sopravvissute. In confronto, 20 dei campioni liquidi vaporizzati con una sigaretta elettronica hanno prodotto una tossicità molto inferiore (più del 70% di sopravvivenza) e solo un campione ha mostrato una blanda citotossicità (51% di sopravvivenza).

 

A difesa delle sigarette elettroniche intervengono anche le aziende. "L’informazione negativa che circola al momento sul tema - afferma Stefano Pozzi, Ad di New Smoke Network che in Italia è presente sul mercato con il marchio Smokie's - crea confusione sul mercato e presso i consumatori, senza che vi siano evidenze di effetti negativi, mentre sono noti i casi di persone che si sono convertite al nuovo modo di fumare con evidenti benefici fisici". Ed evidenziano l'importanza dei controlli su e-cig e liquidi. "La nostra mission è quella di promuovere un modo alternativo di fumare sicuramente più ecologico e meno dannoso perché privo di combustione, e non un metodo infallibile per smettere", continua l'imprenditore, commercializzando prodotti "tutti made in Italy e certificati, che rispettano la massima trasparenza nell’indicazione della presenza di nicotina e della relativa percentuale".

Il vapore inalato dalle sigarette elettroniche non e' tossico, o presenta una tossicita' minima, comunque infinitamente minore rispetto alle sigarette al tabacco. Lo chiarisce il primo studio di questo tipo pubblicato oggi online sulla rivista "Inhalation Toxicology". I ricercatori del laboratorio Abich in Italia e dell'Onassis Cardiac Surgery Center in Grecia, guidati dal Dr. Giorgio Romagna e dal Dr. Konstantinos Farsalinos, hanno utilizzato una sigaretta elettronica per produrre vapore da 21 liquidi disponibili in commercio. Il vapore estratto e' stato applicato alle cellule, fibroblasti, che sono presenti in vari organi del corpo umano, compresi i polmoni. Durante l'esperimento, e' stata fumata anche una sigaretta tradizionale e l'estratto e' stato applicato allo stesso tipo di cellule come confronto.
Questo e' il primo studio mai pubblicato a valutare la tossicita' del vapore di sigaretta elettronica. Dopo 24 ore di esposizione al fumo di tabacco, solo il 5,7% delle cellule sono sopravvissute. In confronto, 20 dei campioni di sigaretta elettronica hanno dato un esito virtualmente non tossico (piu' del 70% di sopravvivenza) e solo un campione ha mostrato una blanda citotossicita' (51% di sopravvivenza). Basandosi sui risultati ottenuti, il liquido peggiore ha prodotto una sopravvivenza delle cellule superiore del 795% rispetto al fumo di tabacco. "I risultati sono ancora piu' impressionantei se si considera che abbiamo confrontato una sigaretta di tabacco con una quantita' di vapore di sigaretta elettronica equivalente a 3 sigarette", ha dichiarato Farsalinos. "Considerando i pericoli estremi associati al fumo e che la maggior parte dei fumatori non sono in grado o non vogliono smettere con i metodi attualmente approvati, vi sono prove sufficienti per sostenere che il passaggio dal tabacco alla sigaretta elettronica puo' essere benefico per la salute. Le autorita' sanitarie dovrebbero basare le proprie decisioni sulle evidenze scientifiche "

di co.col.
Pubblicato il 13/06/2013

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