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Il senso dell'umorismo nasce a 18 mesi

A 24 mesi si capiscono scherzi più complessi

Spesso sono sommersi di facce buffe, smorfie, vocine camuffate, ma prima dei 18 mesi le “recite” di mamma, papà e nonni sono stimoli importanti, ma incomprensibili per l'alfabeto logico dei piccoli. I bambini devono compiere 1 anno e mezzo d'età per entrare nel “mood” ironico o comico delle persone che li circondano. Lo ha dimostrato uno studio decennale condotto dagli psicologi dell'Università di Cardiff, in Galles, che hanno cercato di determinare con esattezza in quali fasi dello sviluppo del bebè comincino a farsi strada anche scherzi, giochi comici e quanto questo sia importante per l'apprendimento, l'imitazione e la crescita.

 

I ricercatori sostengono che il senso dell'umorismo ha una data di nascita precisa, cioè intorno all'anno e mezzo, quando i bambini riescono ad elaborare e ridere di giochi semplici, come quelli utilizzati nell'esperimento: un genitore che appoggia un peluche sulla testa. Per comprendere scherzi e improvvisazioni più complesse bisogna aspettare i 2-3 anni. Per esempio, tra 19 e 24 mesi se i ricercatori usavano la penna dal verso sbagliato, accompagnando lo scherzo con una finta espressione di disappunto, i bambini più piccoli non capivano che si trattava di uno scherzo e tendevano a correggerli. I genitori, spiega Meredith Gattis, una delle autrici delle ricerca, possono aiutare i loro bambini a sviluppare il senso dell'umorismo parlando con una voce diversa quando stanno facendo qualcosa di divertente per far capire che stanno scherzando.

L'osservazione degli adulti che scherzano è molto importante per lo sviluppo dei bimbi. “I bambini imparano molte cose, incluso come essere divertenti, imitando gli adulti”  spiega ancora la ricercatrice.

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 27/06/2013