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Sigarette elettroniche: studio, aiutano a smettere

L'8% abbandona la sigaretta dopo 12 mesi

Nuove tasse in arrivo per la sigaretta elettronica. Ma anche nuovi studi che ne confermano le potenzialità per smettere di fumare. L'8,7% dei convertiti all'e-cig, infatti, dopo 1 anno ha abbandonato le sigarette di tabacco. A dirlo uno studio che sarà pubblicato su Plos One dai ricercatori dell'Università di Catania guidati da Riccardo Polosa, Direttore del Centro di Prevenzione e Cura del Tabagismo dell'Universita' di Catania e responsabile scientifico Lega Italiana AntiFumo.

 

Lo studio, denominato Eclat, ha investigato per 12 mesi la riduzione e la cessazione del consumo di sigarette di tabacco su 300 fumatori che non avevano dichiarato la volontà di abbandonare il fumo. Inoltre 1 su 10 riduce il consumo di sigarette tradizionale della metà e ben tre quarti, dopo 1 anno, smette di usare anche la e-cig.

 

''I dati parlano chiaro. Le sigarette elettroniche possono aiutare a ridurre il consumo di sigarette tradizionali e a smettere di fumare senza effetti collaterali'' ha affermato Polosa. ''Considerando che i partecipanti erano fumatori non intenzionati a smettere, e che il modello di sigaretta elettronica studiato era di vecchia generazione, i risultati ottenuti sono eccezionali - con tinua -. Questi risultati vanno associati a un'importante riduzione del rischio e dei sintomi legati alla dipendenza tabagica''.

 

Pressioni sul settore delle e-cig arrivano dal decreto del governo che nella sua prima bozza prevede una imposta di consumo del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico per “i prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio”. Ipotesi che trova contrari gli operatori economici. Per l'Associazione Nazionale Fumo Elettronico (Anafe), che ha annunciato una manifestazione davanti a Montecitorio a luglio, questa tassa “se confermata è un'assurdità” e rischia di portare alla “chiusura di almeno il 60-70% dei punti vendita entro 90 giorni, con una perdita di non meno di 3.000 posti di lavoro''.

 

di co.col.
Pubblicato il 27/06/2013