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Bibite gassate, attenzione ai calcoli renali. Ma se c'è succo di limone...

Studi a confronto sul disturbo

La lattina favorisce i calcoli renali? Se bere aiuta a liberarsi dalle scorie, bere bibite gassate e zuccherate, secondo uno studio di Harvard che ha visto la partecipazione anche di ricercatori italiani del Policlinico Gemelli di Roma, favorisce la formazione dei “sassolini” che bloccano le vie urinarie, ma soprattutto possono causare dolori molto acuti.

 

Pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, lo studio condotto su un campione di oltre 194.000 soggetti seguiti per oltre 8 anni “suggerisce che caffè e tè non sono controindicati per la salute dei reni, ma che, al contrario, possono essere potenzialmente benefici nei pazienti con calcoli renali'', afferma il nefrologo dell'Università Cattolica Giovanni Gambaro, ma che chi consuma una lattina al giorno di bibite zuccherate ha un rischio di calcoli del 23-33% maggiore rispetto a chi consuma meno di una lattina alla settimana. 


L'ipotesi dei ricercato è che le bevande gassate e zuccherate favoriscano l'aumento dell'escrezione urinaria di calcio, ossalato e acido urico, fattori che aumentano il rischio di formazione di calcoli, a causa del fruttosio presente in queste bibite. Ma in alcuni casi anche una bibita estiva fresca e frizzante può trasformarsi in un aiuto contro i calcoli. Basta guardare l'etichetta: se sono presenti acido citrico (succo di limone) e acido malico (estratto d'uva), la bevanda può addirittura frenare l'unione tra ossalati e calcio, impedendo la formazione dei fastidiosi calcoletti. Lo ha dimostrato una ricerca della University of California di San Francisco. Nonostante i positivi risultati ottenuti, però, gli esperti avvertono: la principale bevanda per dissetarsi è sempre bene che rimanga l`acqua, meglio se naturale.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo il commento di Assobibe, l’Associazione italiana tra gli industriali delle bevande analcoliche:

· Lo studio in questione non dimostra che bere bibite gassate zuccherate provoca un aumento del rischio della formazione di calcoli renali. Gli stessi autori specificano di aver studiato un nesso di associazione tra i due fattori. Si tratta di uno studio osservazionale che, come tale, non consente di stabilire un nesso di tipo causale tra le situazioni rilevate (es.: lo sviluppo di calcoli renali) e le condizioni ad esse associate (es.: elevati consumi di uno specifico alimento).  

· Per gli autori dello studio in questione tale eventualità sarebbe legata alla presenza di fruttosio ma lo studio non verifica la presenza da un consumo tal quale o da altri alimenti, diversi dalle bevande.

 · Secondo questo Studio il rischio è giudicato “marginale” in presenza di dolcificanti artificiali e le cole con dolcificanti artificiali contribuirebbero a ridurre i rischi paventati dagli autori.  

· Per il National Institutes of Health (USA), i fattori di rischio per la formazione e lo sviluppo di calcoli renali includono il sesso, l’etnia, la storia clinica familiare e un’inadeguata assunzione di liquidi.  

· La National Kidney and Urologic Diseases Information Clearinghouse (NKUDIC) ha inoltre osservato che mentre alcuni alimenti possono favorire la formazione di calcoli in persone già predisposte, “gli scienziati non credono che l'assunzione di alcun cibo specifico possa causare la formazione di calcoli renali in persone non già predisposte. Anche le persone che non assumono abbastanza liquidi possono essere a più elevato rischio, poiché le loro urine sono più concentrate”.


di co.col.
Pubblicato il 11/07/2013